Quattro chiacchiere con... Filippo Parisi

giugno 06, 2016 Laura Franchin 0 Comments

Buon pomeriggio, lettori!
Qualche giorno fa ho pubblicato la recensione di Memory, una raccolta di poesie di Filippo Parisi (per leggerla, cliccate qui); per questo motivo, oggi ecco a voi la breve intervista all'autore, per una nuova puntata di Quattro chiacchiere con...!




1. In molte delle poesie che hai scritto ho notato che non solo c'è un senso di inquietudine, ma è anche presente la voglia di andare avanti, nonostante tutto, e la speranza di un futuro migliore. C’è un momento particolare della tua vita in cui hai scritto queste poesie o sono il frutto di anni e anni di scrittura?
Le poesie sono anni di scrittura, spaziano dal 2003 al 2010/2011 e sono rimaste nel cassetto fino a quando non mi sono convinto a pubblicarle.
Hai notato bene, c’è molta inquietudine e momenti difficili, non solo riguardo l’amore. Ma è la speranza, la voglia di ricominciare a fare da padrone. Il bicchiere puoi vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto, ma sempre mezzo è! E nonostante tutto sta a noi stessi colmare l’altra metà del bicchiere andando avanti, al di là delle difficoltà che la vita ci pone davanti.



2. Ogni tanto, in Memory, il lettore si imbatte in alcune immagini: cosa rappresentano per te, perché hai scelto proprio quelle?
Le immagini sono fotografie impresse nella mia memoria. E ogni volta che le osservo mi imbatto in qualche flashback.
Rappresentano istanti di vita. Momenti particolari che hanno dato la scintilla ai miei testi, luoghi legati alla mia vita. Ad esempio la foto dove sì intravedono dei binari è la stazione di una piccola cittadina al confine tra la Svizzera e la Germania. Un luogo simbolico, dove arrivavo, dove partivo, e da dove me ne sono andato per sempre. E in qualche modo quel fermo immagine è l’ultima cosa che ho visto di quel luogo.




3. C’è un messaggio particolare che vorresti che ognuno di noi recepisse, leggendo le tue poesie?
Sì, il messaggio penso si sia capito qual è… Non arrendersi!
La speranza è l’unica cosa che ti rimane, ma se smetti di lottare non te ne fai nulla; sia che lotti per la tua vita, sia che lotti per farcela, per un lavoro, per arrivare alla fine del mese. Qualunque cosa accada, non arrenderti mai, e se ce l’ha fatta uno come me, ce la può fare chiunque. 



4. Penso quest’ultima domanda ti venga posta molto spesso: quali sono i poeti o gli autori a cui ti ispiri?
Gli autori che mi piacciono, a cui mi ispiro, sono Bukowski, Welsh, Hank Moody, anche se non è proprio un autore ma è un personaggio mitico che è ispirato su Bukowski e che per certi aspetti mi somiglia per come incasino la mia vita; poi, mi piacciono anche Hemingway, Hesse, Heinrich Böll e Pascal Mercier.


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