La ragazza con l'orecchino di perla - Tracy Chevalier

settembre 15, 2016

Buongiorno, bookscatchers!
Oggi qui a Milano è una giornata davvero uggiosa e, quindi, io mi tiro su il morale leggendo Outlander. Prima di continuare la mia currently reading, però, vi lascio la recensione de La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier, libro che ho amato e su cui ho persino scritto la tesi.






TITOLO: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA
AUTRICE: Tracy Chevalier
CASA EDITRICE: Neri Pozza
COLLANA: I narratori delle tavole
PAGINE: 237
PREZZO DI COPERTINA: 15,00 €
EBOOK: 7,99 €
SITO UFFICIALE DELL'AUTRICEQui

SINOSSI
Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.



RECENSIONE
Potrei stare qui a parlarvi de La ragazza con l'orecchino di perla per ore e ore, ma vi spoilererei troppe cose, quindi non vi preoccupate: mi limiterò solo scrivere poche righe.
Cosa dire di questo romanzo? Beh, che secondo me è stupendo, perché Tracy Chevalier è riuscita a prendere uno dei  dipinti più famosi di Johannes Vermeer e a trasformarlo in un best-seller, in grado di catturare il lettore pagina dopo pagina.
Ogni rapporto, anche se minore, è ben costruito e perfettamente approfondito: quello travagliato del pittore con la moglie, quello tra la ragazza e un giovane macellaio, l'ambiente familiare e l'affetto che Griet prova per i suoi fratelli (soprattutto per la piccola Agnes) e, perfino il rapporto che si instaura tra Griet e van Ruijven - mecenate di Vermeer.
Le tematiche principali di questo libro, però, sono due: la prima è l'amore platonico che nasce tra Griet e Vermeer: sebbene abbiano ricevuto un’educazione diversa e facciano parte di due differenti classi sociali, infatti, i due personaggi sono in fondo molto simili e, riconoscendo immediatamente la capacità di Griet di saper comunicare attraverso i colori e le luci, il pittore piano piano la introduce nel misterioso mondo dei suoi dipinti.
La seconda, che appare conseguente a questa appena citata ma in realtà non lo è fino in fondo, è quella che 
accomuna la fanciulla al mondo della pittura (perché, alla fine, sono loro due i veri protagonisti del romanzo). Perché ho detto che questa tematica non è completamente collegata al mondo di Vermeer? Perché, ovviamente, con il termine "pittura" non parlo solo dei dipinti - nonostante ce ne siano davvero tanti menzionati ne La ragazza con l'orecchino di perla - ma anche del fatto che in ogni pagina, in ogni scena e in ogni situazione è come se tutto facesse parte di un grande quadro, in cui anche i minimi dettagli possono essere importanti.
Il fiore all'occhiello del libro, infine, secondo me è il finale un po' nostalgico, che riesce a mantenere viva l'attenzione del lettore fino all'ultima pagina: direi assolutamente perfetto per un libro del genere, al quale do il massimo delle piume.




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