Il profumo delle foglie di limone - Clara Sánchez

ottobre 09, 2016

Buongiorno, bookscatchers, e buona domenica!
Sono felicissima di comunicarvi che ieri pomeriggio ho terminato di leggere Il profumo delle foglie di limone, un libro che mi è piaciuto davvero tanto e di cui non vedevo l'ora di parlarvi.

TITOLO: IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE
AUTORI: Clara Sánchez
CASA EDITRICE: Garzanti
PAGINE: 360
PREZZO DI COPERTINA: 18,60 €
EBOOK: 7,99 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.




RECENSIONE
Per quanto possa essere bello e poetico il titolo italiano di questo libro, penso che se la casa editrice avesse mantenuto la traduzione letterale di quello originale sarebbe stato meglio: infatti, come il titolo spagnolo, Lo que esconde tu nombre (Quello che nasconde il tuo nome), anche il romanzo stesso è avvolto da un'aura di mistero, inquietudine e memoria.
La storia che leggiamo ne Il profumo delle foglie di limone mette a confronto due realtà completamente diverse, quella di Sandra e quella di Julián. Nonostante questo, però, le loro strade si incontrano e proprio da questo incontro nascerà un legame forte e indissolubile, capace di andare oltre le differenze di età e di carattere dei due protagonisti: Sandra è una giovane ragazza incinta, che ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi per assimilare quest'ultima notizia e per capire cosa ne sarà della sua vita e del rapporto che ha con il padre di suo figlio; Julián è un anziano, scampato alla Seconda Guerra Mondiale e al massacro avvenuto nei campi di concentramento (in particolar modo, in quello di Mauthausen), che soffre per la morte della moglie e del suo migliore amico e che è in cerca di vendetta per le sofferenze che i nazisti gli hanno procurato.
Il profumo delle foglie di limone è un libro intrigante e, pagina dopo pagina, riesce a far riflettere e a insinuare una domanda nella mente del lettore: perché persone che hanno causato dolore e compiuto atrocità indicibili sono riuscite a fuggire e a rifarsi una vita, mentre coloro che sono rimasti vittime di idee folli sono stati costretti a rivivere quel dolore giorno dopo giorno, nei loro sogni o nei volti delle persone (magari solo perché avevano una cicatrice simile a quella di uno dei loro carnefici)?
Nel libro della Sánchez nulla è come sembra: tutti i personaggi hanno un lato nascosto, che all'inizio del romanzo non si è ancora fatto strada nei loro caratteri o che proprio loro cercano di celare dietro una maschera che sono costretti a portare tutti i giorni.
Concludendo questa recensione e consigliandovi vivamente di leggere Il profumo delle foglie di limone, voglio lasciarvi due citazioni che mi hanno colpita in modo particolare, sperando che riescano a farsi spazio nel vostro cuore, proprio come l'hanno fatto nel mio.

I nazisti erano esseri incomprensibili. [...] Li avevo visti nei film e nei documentari e mi erano sempre sembrati irreali. Le uniformi, gli stivali, le bandiere, i ragazzini con il braccio alzato, la razza ariana, la croce uncinata, tutta quell'efferatezza contorta. Era incredibile che la gente, la gente con un cervello, li avesse presi sul serio e gli avesse lasciato fare tutto quello che volevano.

I camini fumavano tanto che l'odore di carne bruciata era irrespirabile. Una nube grigia copriva il campo, e io allora pensai che quella nube stesse vegliando su di noi che restavamo, e pregai le molecole o le ceneri che la formavano di proteggerci da tutto il male...


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