Paziente 64 - Jussi Adler-Olsen

ottobre 15, 2016

Buona weekend, lettori!
Finalmente sono qui per pubblicarvi la recensione di Paziente 64, che ho terminato l'ultima settimana di settembre e che ho letto per Thriller Nord. Fatemi sapere se avete letto questo giallo e se siete d'accordo con me!

TITOLO: PAZIENTE 64
AUTORE: Jussi Adler-Olsen
CASA EDITRICE: Marsilio
GENERE: Giallo
PAGINE: 522
PREZZO DI COPERTINA: 18,50 €
EBOOK: 7,99 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui


SINOSSI
Una piccola isola remota dove un tempo non molto lontano venivano relegate donne scomode, o semplicemente sfortunate, umiliate e maltrattate in nome del mantenimento di un ordine folle. Nete Hermansen era riuscita a scappare - o almeno è quello che credeva. Il giorno in cui il passato la riagguanta, la sua sete di vendetta si fa incontenibile, e la Sezione Q guidata da Carl Morck si trova ad affrontare uno dei casi più difficili che abbia mai avuto tra le mani. Cosa successe, veramente, su quell'isola cinquant'anni prima? Con una vita privata a dir poco ingarbugliata e un caso di omicidio che lo coinvolge in prima persona, Carl Morck non è nello stato d'animo adatto per affrontare una nuova indagine. Ma il macabro scenario che emerge dopo la riapertura di un 'cold case' sull'inspiegabile scomparsa di una prostituta, piccola tessera di un mosaico molto più grande, non gli dà alternativa... La nuova indagine del trio formato dall'ispettore Carl Morck e dai suoi assistenti Assad e Rose ci fa sprofondare in uno degli episodi più oscuri della storia recente danese, i cui effetti devastanti rivelano il volto di una società molto lontana dalla sua immagine esemplare.

RECENSIONE
Devo dire la verità: ho iniziato questo romanzo durante la prima settimana di settembre, pensando di riuscire a finirlo in pochi giorni. In realtà, però, come potrete ben intuire anche senza che io ve lo dica, a un certo punto ho dovuto metterlo da parte per leggere qualcos’altro. Perché? Innanzitutto, penso che non fosse il momento giusto per buttarmi nella storia di Paziente 64 e in secondo luogo perché, iniziando a leggerlo, l’ho trovato un po’ noioso.
Certo, quello di Jussi Adler-Olsen è un libro davvero ben scritto (anche se la consecutio temporum non è sempre corretta) e il fatto di alternare le vicende del passato di Nete – uno dei protagonisti della storia –, quelle del 1987 e l’indagine che si svolge nei nostri giorni è sicuramente un bellissimo espediente, ma ci sono alcuni passaggi che sono un po’ pesanti e stancanti. Inoltre, secondo me l’autore ha messo troppa carne al fuoco: tra le pagine di Paziente 64 ci imbattiamo in tante storie che – pur incastrandosi perfettamente tra di loro – rischiano solamente di confondere il lettore.
Penso che il punto forte del giallo di Jussi Adler-Olsen sia la sua capacità di far riflettere il lettore sulle importanti tematiche che tratta. La xenofobia e la sua crescita all’interno della società sono presenti in tutto il romanzo; è molto approfondito il tema della condizione di quelle donne che erano viste come un ostacolo per l’evoluzione della specie umana e che, quindi, non venivano ritenute degne di poter dare alla luce dei figli – come le malate di mente, le prostitute o semplicemente le donne che appartenevano ai ceti più bassi della società; e l’ossessione per il denaro e il desiderio di diventare ricchi grazie a un semplice colpo di fortuna è il perno attorno a cui ruota tutto il racconto del 1987.
E dato che fin dalle prime pagine praticamente sappiamo già cosa accadrà in buona parte del romanzo, mi sento di definire Paziente 64 un libro alla “Tenente Colombo”. Il lettore è chiamato ad analizzare il caso di Nete, oltre che attraverso gli occhi della protagonista, soprattutto dal punto di vista della polizia, anche se egli in realtà sa già quasi tutto ed è forse per questo motivo che questo giallo non mi ha coinvolta fino in fondo: dentro di me non è scattato quel meccanismo che, quando leggo un buon poliziesco, mi permette di entrare nel pieno della storia, di sentirmi parte di essa e di formulare ipotesi.


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2 commenti

  1. Penso proprio che non lo leggerò. Sono sempre alla ricerca di un giallo interessante e diverso, ma il più delle volte resto delusa.
    In questo caso mi hai risparmiato la fatica.
    Grazie
    Lea

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    Risposte
    1. Ciao Lea! Anche io in un giallo cerco sempre la "perfezione" e, purtroppo, Paziente 64 non l'ha raggiunta.
      Ti consiglio di leggere "Incubo" di Wulf Dorn: a me era piaciuto tantissimo, perché è un thriller in cui nulla è come sembra 😊

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