[Classici senza età] Fahrenheit 451 - Ray Bradbury

novembre 10, 2016 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, bookscatchers!
Novembre è iniziato da qualche giorno e io sono già in ritardo sulla tabella di marcia del blog (sì, sono un disastro). Quindi, oggi, eccomi qui per recensirvi un classico che - anche se non mi ha fatto impazzire - credo che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Sto parlando di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, da cui è stato tratto l'omonimo film del 1966 diretto da Truffaut.

TITOLO: FAHRENHEIT 451
AUTORE: Ray Bradbury
EDIZIONE SPECIALE PER: Famiglia Cristiana
ANNO DELLA MIA EDIZIONE: 1998
PAGINE: 176
LINK PER L'ACQUISTO (Edizione Mondadori)Qui
PREZZO DI COPERTINA: 12,00 €


SINOSSI
Non è pura e semplice fantascienza, quella di Ray Bradbury. Il suo è un futuro spaventosamente vicino. Nel presente-futuro di "Fahrenheit 451" non si leggono più libri, anzi si bruciano, perché tutti devono essere uguali, e nei libri, invece, si impara la differenza. È un presente dedito al piacere, ai titillamenti in abbondanza, allo svago per lo svago, a forme di distrazione che sanno di dipendenza. Dove si vuole soltanto essere allegri, spensierati, sereni. Non pensare. Com'è possibile allora, in una simile società felice, dimenticare di essere felici? Il volume è corredato da esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel.


RECENSIONE
Non avevo mai preso in mano nessun libro di Bradbury (shame on me!) ma grazie al Gruppo di Lettura - cliccate qui per saperne di più - a ottobre sono finalmente riuscita a leggere Fahrenheit 451 (temperatura necessaria per la combustione della carta).
Ora che l'ho terminato, però, devo ammettere che non mi ha fatto impazzire per diversi motivi.
Nonostante abbia amato la simbologia presente nel libro, ho trovato lo stile di Bradbury molto strano: se da una parte, infatti, è semplice e scorrevole nei dialoghi tra i personaggi, dall'altra è più elaborato e un po' troppo pomposo nelle descrizioni.
Il secondo "problema" del libro, poi, riguarda i personaggi. Sicuramente è stata una scelta dell'autore, però li ho trovati tutti (fatta eccezione solo di Faber e Beatty) pesanti e noiosi; inoltre, quelli secondari sono davvero poco indagati: mi sarebbe piaciuto saperne di più sulla vita e le idee del capo degli incendiari (dei pompieri al contrario che, invece di spegnere il fuoco, bruciano i libri - sacrilegio!), su Clarisse e la sua famiglia e - per quanto fosse odiosa - anche su certi comportamenti della moglie di Montag, il nostro protagonista. Purtroppo ho trovato anche quest'ultimo abbastanza fastidioso e detestabile: vuole a tutti i cambiare la situazione, ma sembra che tutto ciò che fa sia indirizzato verso il sabotaggio della sua missione.
Nonostante, quindi, ci siano parecchie caratteristiche del libro che non mi hanno convinta fino in fondo, va detto che sicuramente Bradbury ha racchiuso nelle pochissime pagine di Fahrenheit 451 un messaggio importantissimo. In questo romanzo il consumismo e la tecnologia spingono l'uomo a non avere idee, a dipendere completamente da altre persone e ad agire come delle macchine e, grazie al rapidissimo cambiamento di Montag, che da incendiario diventa bibliofilo - o meglio, paradossalmente diventa egli stesso una sorta di libro -, il lettore è chiamato a porsi delle domande e a confrontarsi con il presente.
Ormai noi siamo stati completamente soggiogati dalla tecnologia e dal suo sviluppo, tanto da permettere che i bambini giochino con un tablet, piuttosto che con i Lego (è solo un esempio, ovviamente): a che punto saremo tra venti, quaranta o cento anni?


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