#Worst5. I libri peggiori letti nel 2016

dicembre 30, 2016

Buon pomeriggio!

Stamattina ho postato la classifica dei migliori libri letti nel 2016, ma come non postare quella dei peggiori? Onde evitare fraintendimenti, ricordo che questo è un giudizio personale e che, quindi, c'è la possibilità che a voi questi cinque libri siano piaciuti. Detto ciò, direi di procedere con la classifica.

#5 MY SHADOWS di Francesca Millefanti
Quello che, secondo me, è il "problema" fondamentale di My Shadows è il fatto che Francesca Millefanti abbia messo troppa carne al fuoco e, di conseguenza, il fatto che molti passaggi siano spiegati frettolosamente e spesso in modo confusionario.
Inoltre, nel romanzo di questa autrice emergente ho trovato tanti, troppi errori di grammatica, di concordanza o di battitura.


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#4 PAZIENTE 64 di Jussi Adler-Olsen

Dato che fin dalle prime pagine praticamente sappiamo già cosa accadrà in buona parte del romanzo, mi sento di definire Paziente 64 un libro alla “Tenente Colombo”: il lettore è chiamato ad analizzare il caso di Nete soprattutto dal punto di vista della polizia, anche se egli in realtà sa già quasi tutto. Forse è per questo motivo che questo giallo non mi ha coinvolta fino in fondo: dentro di me non è scattato quel meccanismo che, quando leggo un buon poliziesco, mi permette di entrare nel pieno della storia, di sentirmi parte di essa e di formulare ipotesi.


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#3 LA RANCURA di Romano Luperini
Inizialmente il romanzo parte bene, la storia è chiara, il linguaggio è quasi poetico e il tema del rapporto padre-figlio è ben delineato. La nota negativa che ho riscontrato in tutto ciò, però, è il fatto che se dalla trama il lettore deduce che, appunto, il rapporto tra i padri e i figli e la rancura siano il fulcro delle storie raccontate, in realtà, esso è solo uno dei tanti temi presi in esame. Tra di essi vi è quello politico, che ha un ruolo predominante all’interno delle vite dei protagonisti e spesso ho trovato alcuni passaggi noiosi e pesanti. Inoltre, troppe volte ci sono episodi, a mio parere, troppo spinti, volgari e inutili al fine della storia, che fanno perdere il filo del discorso e che vanno fuori tema.

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#2 HARRY POTTER AND THE CURSED CHILD di J. K. Rowling, J. Thorne e J. Tiffany

La trama è abbastanza scontata: nella prima parte del romanzo troviamo il conflitto tra Harry e suo figlio, Albus, nella seconda la battaglia tra bene e male, che – anche se coinvolgente – è sempre la solita solfa. I personaggi, ad eccezione dei Malfoy, non sono per nulla indagati, spesso sono completamente l'opposto di quello che erano nella saga vera e propria e pronunciano frasi che non avrebbero mai detto. 
I viaggi nel tempo presenti nella prima parte del libro incasinano troppo il tutto e distruggono tutto ciò che era stato detto su di essi nel corso dei libri precedenti di Harry Potter: se ricordate, ne Il prigioniero di Azkaban tutto avviene già anche quando noi lettori non sappiamo che esiste la giratempo (Hermione e Harry attirano Lupin nella foresta e Harry urla "Expecto Patronum!" capendo che non era stato suo padre a evocare il patronus, ma lui stesso); qui tutto è completamente distrutto.
Senza dilungarmi troppo, per me è no.


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#1 REAL WORLD di Natsuo Kirino
Leggendo Real World, ci si trova di fronte a una società completamente negativa in cui i ragazzi hanno istinti omicidi verso amici e genitori; ci troviamo in un Giappone dominato dal caos, che non ho per nulla sentito vicino a me.
Da una parte sembra che il male e le disavventure che ricordano le protagoniste della storia siano, giustamente, classificate come negative; dall’altra, però, anche loro si lasciano incantare dal lato oscuro e cedono alla tentazione di aiutare un assassino.
Libro davvero, davvero inquietante e pessimista.

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