www Wednesday: 31 agosto 2016

agosto 31, 2016 Laura Franchin 2 Comments


Buongiorno, bookscatchers!
Anche agosto, purtroppo, volge al termine (non so se l'avete notato anche voi, ma ogni anno a me sembra che l'estate scorra sempre più in fretta) e proprio di mercoledì: perché non chiudere in bellezza con un bel www Wednesday? Quindi, bando alle ciance e che il post abbia inizio!


What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


L'ultimo libro che ho letto in questo mese è stato
My Shadows di Francesca Millefanti. Direi che l'ho già criticato
abbastanza, quindise vi siete persi la recensione e volete andare
a leggerla, la trovate qui.



What are you currently reading? (Cosa stai leggendo in questo momento?)


La mia prima currently reading è Tiger Lily di Jodi Lynn Anderson.
Lo so, sto leggendo questo libro da tantissimo tempo,
ma mi piace talmente tanto che voglio prendermela
con comodo per assaporare ogni sua parola.



Ieri sera ho anche iniziato Paziente 64 di Jussi Adler-Olsen,
che sto leggendo per Thriller Nord. Non so ancora dirvi
se mi piace o no, ma, leggendo la sinossi,
promette davvero bene.



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


La mia prossima lettura sarà sicuramente il primo
volume di Outlander. Me l'ero portata in Calabria, davvero,
ma poi mi sono fatta prendere dai romanzi che avevo sul Kobo
e di questo non ho letto nemmeno una pagina.

2 commenti:

Wrap Up di Agosto

agosto 29, 2016 Laura Franchin 0 Comments

Buon pomeriggio, lettori!
Purtroppo anche per me le vacanze sono finite: ieri sera sono tornata da Londra e adesso bisogna rimettersi a studiare (della serie "la tristezza"). Su Instagram giorno per giorno vi farò vedere i miei acquisti londinesi - quindi se siete curiosi di sapere cosa ho comprato, seguitemi! - ma per il momento dovrete accontentarvi del Wrap Up di Agosto (anche se devo ammettere che non è stato un mese molto positivo).



La rancura
di Romano Luperini

Finito questo romanzo, mi sono trovata davvero in difficoltà nel dare un mio giudizio, perché da una parte non mi ha fatto impazzire, ma dall'altra mi sono particolarmente piaciuti alcuni passaggi e c'è un realismo storico notevole.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 2/5







Harry Potter & The Cursed Child
di J. K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany

No, no e ancora no. Per me non ci siamo proprio. E' stato bello rincontrare Harry, Ron, Hermione, la McGrannitt, ... ma la storia è troppo confusionaria. A teatro renderà sicuramente di più, ma lo screenplay di Harry Potter and The Cursed Child mi ha decisamente delusa.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 2/5






My Shadows
di Francesca Millefanti

L'autrice mi aveva contattata qualche mese fa per chiedermi di leggere il suo romanzo e mi è davvero dispiaciuto doverlo criticare così tanto. My Shadows, secondo me, mette troppa carne al fuoco, è un po' troppo confusionario e presenta tanti, troppi errori grammaticali, di punteggiatura, di concordanza o di battitura.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 1/5





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My Shadows - Francesca Millefanti

agosto 24, 2016 Laura Franchin 2 Comments


Buon pomeriggio, bookscatchers!
Finalmente domani parto per Londra insieme al mio ragazzo e, quindi, fino a lunedì non pubblicherò nulla (lo so, il mese di agosto non è stato molto produttivo per il blog, perdonatemi). Oggi, però, sono qui per farvi la recensione di My Shadows, il primo libro di una trilogia scritta dall’autrice emergente Francesca Millefanti.


TITOLO: MY  SHADOWS
AUTRICE: Francesca Millefanti
CASA EDITRICE: Self Publishing
PAGINE: 247
EBOOK: 2,00 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
My Shadows, il primo volume di una trilogia, parla di un mondo che, dopo la Terza Guerra Mondiale, si ritrova con una netta spaccatura nel mezzo. Una parte vive nell'ombra della tecnologia (il Reggimento Imperiale), l' altra metà è basata sulla bellezza della Natura (il Relp).
Un gruppo di amici, ostinati a scoprire la verità e volenterosi di riportare la Terra al suo splendore originale, sarà l' unico ponte tra i due Mondi.
L'importante storia d' amore, che sta alla base di tutto, è il motivo per il quale questa missione non sarà così semplice.


RECENSIONE
Come dico sempre, a me dispiace tantissimo scrivere una recensione negativa, soprattutto se il romanzo in questione è stato scritto da un autore o – in questo caso – da un’autrice emergente, perché so benissimo che chi scrive un libro ci mette il cuore e tutto l’impegno possibile; inoltre, Francesca Millefanti, autrice - appunto - di My Shadows è una persona davvero squisita (e, di conseguenza, mi dispiace ancora di più), ma mi sono ripromessa di essere totalmente sincera sia con gli autori che con i lettori del blog. Inoltre, perdonatemi se a volte farò qualche SPOILER, ma è l'unico modo che ho per farvi capire le motivazioni che mi spingono a dire determinate cose.
Quando ho iniziato questo romanzo devo ammettere che mi ha subito assalito un senso di ansia, perché il libro incomincia con una serie di domande che indagano sul senso della vita e della morte. Grazie al cielo, dopo questo capitolo introduttivo mi sono tranquillizzata, ma il susseguirsi degli avvenimenti mi ha comunque lasciata abbastanza perplessa, sia per quanto riguarda il modo in cui essi sono descritti sia per le personalità e le strane abilità dei personaggi.
Mi spiego meglio. Quello che, secondo me, è il "problema" fondamentale di My Shadows è il fatto che l'autrice abbia messo troppa carne al fuoco e, di conseguenza, il fatto che molti passaggi siano spiegati frettolosamente - come il crescere della storia d'amore tra Aria e Peter o lo scontro con Apollineire - e spesso in modo confusionario. Per esempio, a un certo punto viene detto che Aria, ragazza super-intelligente, che utilizza il suo cervello al 100% e nelle cui vene scorre solo Virus (questa sostanza che le permette di avere dei super poteri), vede negli occhi di Peter il ricordo della morte di suo padre, il che, se fosse spiegato un po' meglio, potrebbe anche starci. Il problema, però, è che al lettore non viene data alcuna spiegazione e, anzi, viene lasciato in balia dei suoi dubbi e delle sue perplessità. Oppure, un'altra serie di passaggi che risultano davvero molto, molto difficili da capire sono quelli che riguardano la storia di Ludovica, che dovrebbe essere sia la sorella di Aria sia di Peter, ma che porta il cognome della ex ragazza - morta - di Peter stesso.
Bho, troppa, troppa confusione.
Inoltre, dal momento che My Shadows è il primo volume di una trilogia e dato che è già difficile capire tutto il resto della vicenda, penso che alcuni particolari, come la sorta di triangolo amoroso o la storia delle reincarnazioni, potessero essere riservati ai due libri successivi. 
Mi è piaciuto che Francesca abbia inserito più narratori, perché in questo modo il lettore riesce a scoprire fatti e punti di vista di cui altrimenti sarebbe rimasto all'oscuro, ma forse sarebbe stato meglio lasciarne solo due o tre, non nove (o forse dieci), perché rendono ancora più difficile la comprensione dell'insieme.
Molto belle sono anche le descrizioni dei luoghi o delle sensazioni provate dai personaggi, ma spesso le ho trovate un po' troppo dettagliate, soprattutto se esse riguardavano l'aspetto fisico. Per fare un esempio, quando si parla di una persona viene detta anche la sua statura in metri: perché? Quando io descrivo una persona non dico "Quello è Tizio, ha gli occhi verdi, i capelli castani ed è alto 1,80", soprattutto se sto scrivendo un libro.
Inoltre, non posso fare a meno di menzionare i tanti, troppi errori grammaticali, di punteggiatura, di concordanza o di battitura. Avrei potuto sorvolare - forse - su espressioni sbagliate come "finì al termine" al posto di "giunse al termine" oppure "il soffitto aveva un parquet scuro", sulle sviste o sull'aggiunta di -d ogni qual volta la parola iniziasse con una vocale, ma se in un romanzo trovo forme verbali non corrette, frequenti scambi tra la prima e la terza persona singolare del passato remoto (finii/finì; salii/salì; ...), apostrofi mancanti o frasi come "aveva tanti amici con qui giocare", non posso proprio fare a meno di dire "Per me è no!".
Scusami, Francesca, ma ho le mani legate.



2 commenti:

Harry Potter & The Cursed Child - J. K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany

agosto 15, 2016 Laura Franchin 2 Comments


Buongiorno, bookscatchers, e buon ferragosto!
Qui in Calabria il tempo è magnifico; per questo motivo sono sempre in giro o in spiaggia e, quindi, riesco a pubblicare ben poco. Qualche giorno fa vi ho detto che ho terminato la lettura di Harry Potter and The Cursed Child e oggi – connessione permettendo – ve ne voglio parlare.



TITOLO ORIGINALE: HARRY POTTER AND THE CURSED CHILD
TITOLO ITALIANO: HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL'EREDE
AUTORI: J. K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany
EDIZIONE INGLESE: disponibile dal 31 luglio 2016
CASA EDITRICE: Little, Brown Book Group
EDIZIONE ITALIANA: disponibile dal 24 settembre 2016
CASA EDITRICE: Salani
PREZZO DI COPERTINA: 21,71 € (20,00 £)
LINK PER L'ACQUISTO: Qui


SINOSSI
The eighth story. Nineteen years later.
Based on an original new story by J.K. Rowling, Jack Thorne and John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, a new play by Jack Thorne, is the first official Harry Potter story to be presented on stage.
It will receive its world premiere in London’s West End on 30th July 2016. This is the Special Rehearsal Edition: The Official Script Book of the Original West End Production.
It was always difficult being Harry Potter and it isn’t much easier now that he is an overworked employee of the Ministry of Magic, a husband, and father of three school-age children.
While Harry grapples with a past that refuses to stay where it belongs, his youngest son Albus must struggle with the weight of a family legacy he never wanted. As past and present fuse ominously, both father and son learn the uncomfortable truth: sometimes darkness comes from unexpected places.



RECENSIONE
Quando ho saputo che sarebbe uscito nelle librerie lo screenplay dello spettacolo teatrale di Harry Potter and The Cursed Child, il mio naso ha iniziato ad arricciarsi.
Innanzitutto, da buona “studiosa” di teatro posso assicurarvi che leggere una sceneggiatura e vedere lo spettacolo vero e proprio sono due cose assolutamente differenti (ma penso che questo lo sappiate tutti) e, quindi, sicuramente non posso giudicare la messa in atto dell’opera. Una domanda, però, mi sorge spontanea: perché scrivere i primi sette volumi della saga sotto forma di romanzi e l’ultimo come opera teatrale? Bho… mia cara Rowling, non ti capisco proprio. Inoltre, come è già stato detto in tante, tantissime recensioni, ciò che è stato scritto in questo libro non è solo opera della Rowling, ma di tre menti messe assieme e – di conseguenza – non so nemmeno se possa essere considerato parte della saga di Harry Potter. Comunque, fatte queste premesse, veniamo a noi e parliamo del libro in sé.
La trama di Harry Potter and The Cursed Child è abbastanza scontata: nella prima parte del romanzo troviamo il conflitto tra Harry e suo figlio, Albus, che – come preannunciato nel settimo libro di Harry Potter – guarda a caso viene smistato in Serpeverde ed è completamente l’opposto del padre; nella seconda parte, invece, c’è la battaglia tra bene e male, che – anche se coinvolgente – è sempre la solita solfa.
I personaggi, ad eccezione dei Malfoy, non sono per nulla indagati: Albus, come detto poco sopra, è solamente l’opposto di suo padre; Harry in alcuni momenti potrebbe anche non esserci; Hermione fa la figura della fessa per la maggior parte del tempo; la McGrannitt è acida e scorbutica. Quasi tutti i personaggi che abbiamo incontrato nei libri precedenti della saga, da Harry a Piton, pronunciano frasi che non avrebbero mai detto. Gli unici personaggi che hanno una certa profondità nel libro sono Draco e suo figlio, Scorpius (che è stato messo in Serpeverde solo ed esclusivamente perché porta il cognome Malfoy e per diventare amico di Albus e che, per il suo carattere, io avrei smistato in Tassorosso).
I viaggi nel tempo presenti nella prima parte del libro incasinano troppo il tutto. Non avrei detto niente, se ce ne fosse stato solo uno (anche nel caso in cui avesse cambiato il futuro) ma questi sono davvero tanti: si utilizza la giratempo, si modifica il futuro, il futuro non è come ce lo si aspettava e si torna indietro, si modifica ancora il futuro, il futuro non è come ce lo si aspettava e si ritorna indietro nel tempo un’altra volta, … Parliamone. Inoltre, alcuni eventi che vengono modificati, secondo me, portano a cambiamenti che non stanno né in cielo né in terra (SPOILER Cedric Diggory diventa un Mangiamorte e uccide Neville? Ma stiamo scherzando?) In più, oltre ai viaggi nel tempo ci sono anche i sogni di Harry che rendono la storia ancora più incasinata.
Dopo tutta questa negatività, due cose che mi sono piaciute sono state il discorso finale tra Albus e Harry, perché finalmente entrambi capiscono di aver commesso degli errori e decidono di ricominciare da capo, e la storia della nuova profezia (anche se, altro SPOILER, potevano benissimo evitare di tirare in ballo cavolate come l’esistenza di una figlia di Voldemort, avuta con Bellatrix e avvisata delle sue origini dal fedele marito di Bellatrix stessa).
In conclusione, devo dire che è stato bello aver incontrato nuovamente Harry, Ron, Hermione, Piton, la McGrannitt, … ma mi aspettavo decisamente di più.


2 commenti:

La rancura - Romano Luperini

agosto 12, 2016 Laura Franchin 0 Comments

Buongiorno, lettori!
Purtroppo nel paese in cui mi trovo la connessione è lentissima e, quindi, non riesco a pubblicare quasi nulla. Ieri ho terminato Harry Potter and The Cursed Child - spero di riuscire a metterne presto la recensione - ma oggi non sono qui per parlarvi dell'ultimo libro nato dalla mente della Rowling. La recensione di oggi riguarda un romanzo che ho letto grazie a Thriller Nord: La rancura di Romano Luperini.

TITOLO: La rancura
AUTORE: Romano Luperini
CASA EDITRICE: Mondadori
PAGINE: 306
PREZZO DI COPERTINA: 20,00 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda. È in questa prospettiva umana, lungo quasi un secolo di storia italiana, dal fascismo a oggi, che tre generazioni di padri e di figli attraversano le pagine del romanzo di Romano Luperini. Tre protagonisti. Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare  e  figlio  di  contadini,  che  dopo l'8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana, vivendo i giorni più nitidi ed eroici della propria esistenza, in una zona di confine segnata dapprima dai crimini di guerra dei generali italiani e poi dall'odio antitaliano e dalle foibe. Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo. Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che da Londra torna in Italia negli anni di Berlusconi e del "Grande fratello" per vendere la casa paterna nella campagna toscana. In questa casa trova un diario del padre e, in esso, emozioni, fragilità e desideri insospettabili. In questo romanzo i figli scoprono – a volte con sgomento, a volte con fastidio – tracce impreviste dei genitori (foto, appunti, lettere, diari, somiglianze fisiche) che provocano in loro reazioni di sfida, di ammirazione, di nostalgia o di odio, ma comunque un impulso a meglio conoscerli. Perché, per quanto incolmabili siano le distanze e forti i segni di disillusione e disimpegno che marcano il mondo presente, a resistere nel passaggio delle generazioni è la volontà di comprendere, di cercare un qualche senso della vita, di raccontare la propria versione dei fatti. È quanto Romano Luperini fa in questo grande "romanzo-bilancio", con una scrittura asciutta e nervosa nel memoriale bellico, venata di lirismo nella descrizione dei paesaggi toscani, serrata eppure lacerata da scorci improvvisi e inquietanti nella messa in scena delle contraddizioni e del disincanto di questi rancorosi eroi (o, forse meglio, antieroi) della contemporaneità.


RECENSIONE
Ho deciso di leggere La rancura, perché ho sempre considerato Montale un autore molto, molto interessante. Non sono mai riuscita a fare completamente mie le sue poesie per vari motivi e trovare un libro con un titolo del genere mi ha subito incuriosita. Ovviamente all’autore genovese ci sono solo alcuni accenni, ma ho apprezzato il fatto che il rapporto padre-figlio, che è presente a sprazzi in tutto il romanzo e che sembra rafforzarsi nel corso delle tre storie, sia racchiuso in questa parola “rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi”.
Devo ammettere che, terminato il libro, sono davvero in difficoltà nel dare una mia opinione, perché se da una parte non mi ha entusiasmato fino in fondo come lettura, dall’altra ho trovato alcuni passaggi davvero ben strutturati e un realismo storico notevole.
La rancura racconta le storie di tre uomini diversi tra loro, ma con alcuni punti in comune, che vivono in contesti sociali e politici differenti. Il libro si divide in tre parti (Memoriale sul padre, Il figlio e Il figlio del figlio) e, nonostante siano ben distinti tra loro, questi capitoli sono messi in dialogo tra loro proprio grazie a “l’eterna contesa fra padri e figli, la rancura che li contrappone dall’Edipo dell’antica Grecia al Montale degli Ossi di seppia che appunto impiega questa parola (“rancura”) per dire il rapporto che li unisce e li divide”.
Inizialmente il romanzo parte bene, la storia è chiara, il linguaggio è quasi poetico e il tema del rapporto padre-figlio è ben delineato. La nota negativa che ho riscontrato in tutto ciò, però, è il fatto che se dalla trama il lettore deduce che, appunto, il rapporto tra i padri e i figli e la rancura siano il fulcro delle storie raccontate, in realtà, esso è solo uno dei tanti temi presi in esame. L’amore, la libertà, l’orgoglio sono solo alcune delle altre tematiche che vengono affrontate nel romanzo, ma quella che spicca di più è quella riguardante la politica.
Essa, infatti, ha un ruolo predominante all’interno delle vite dei protagonisti (soprattutto in quelle di Luigi e Valerio Lupi – il padre e il figlio –, meno in quella di Marcello – il figlio del figlio) e spesso, a causa del linguaggio che viene utilizzato e dei temi che vengono trattati, ho trovato alcuni passaggi noiosi e pesanti.
Troppe volte ci sono episodi, a mio parere, troppo spinti, volgari e inutili al fine della storia, che fanno perdere il filo del discorso e che vanno fuori tema. Inoltre, mi sarebbe piaciuto che il diario e i racconti fossero introdotti prima, e non solo a tre quarti della narrazione.


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Wrap Up di Luglio

agosto 06, 2016 Laura Franchin 0 Comments

Buon pomeriggio, bookscatchers!
Finalmente anche io ho preparato la valigia per andare al mare - Calabria, sto arrivando - ma vi prometto che cercherò di postare qualche recensione anche mentre sarò in vacanza.
Ora, però, veniamo a noi, perché oggi sono qui per farvi il Wrap Up del mese di Luglio.



Il battito del sangue
di Tess Gerritsen

Bello, bello, bello. Un thriller appassionante, con una venatura storica che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Leggetelo, perché ne vale proprio la pena.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 4/5








Real World
di Natsuo Kirino

A differenza del primo romanzo che ho letto nel mese di luglio, Real World di Natsuo Kirino non mi è piaciuto per niente. L'ho trovato volgare, violento ed era come se enfatizzasse tutto ciò che racconta.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 1/5







Stardust
di Neil Gaiman

Avevo già visto il film di Stardust, ma leggere il libro è tutta un'altra storia. Devo dire che molti passaggi sono completamente diversi da come me li aspettavo, ma è comunque un capolavoro

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 5/5








Raven Boys
di Maggie Stiefvater

Volevo iniziare questa serie da molto tempo e devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più. Sicuramente continuerò la saga e spero che tutti i miei dubbi vengano chiariti

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 3/5









The Match
di Irene Colabianchi

Di questa giovanissima autrice avevo letto Failure to Queen, il primo romanzo della Boogeyman Saga. The Match, il secondo capitolo, non mi è piaciuto quanto il primo, ma terminerò lo stesso la trilogia per sapere come andrà a finire la storia.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 3/5






Red
di Kerstin Gier

Un sacco di gente mi ha consigliato questo romanzo - e questa serie - e finalmente mi sono decisa a leggerla. Che dire? Dovevo iniziarla prima! Red mi ha appassionata e intrigata e non vedo l'ora di leggere gli altri due libri della trilogia.

Per info e recensione completa: qui

Voto libro: 4/5

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