Il segno della croce - Glenn Cooper

gennaio 08, 2017

Buongiorno, lettori!
Purtroppo anche le vacanze di Natale sono finite e io non sono riuscita a leggere tutto ciò che avevo in mente (shame on me!); ieri sera, però, ho finalmente terminato Il segno della croce di Glenn Cooper, di cui di seguito vi lascio la mia opinione, e ho iniziato - e praticamente finito - il graphic novel di Coraline di Neil Gaiman: stay tuned per la recensione di quest'ultimo.





TITOLO: IL SEGNO DELLA CROCE
AUTORE: Glenn Cooper
CASA EDITRICE: Editrice Nord
PAGINE: 416
PREZZO DI COPERTINA: 19,90 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
Intorno a loro, si apre l’infinito deserto di ghiaccio e vento dell’Antartide. Dopo ore di faticoso cammino, il gruppo di uomini raggiunge il punto segnato sulla mappa. E lo individuano: l’ingresso di una caverna scavata decenni prima da chi li ha preceduti in quel continente disabitato. Quando entrano, in religioso silenzio, si trovano davanti un museo ideato per conservare reperti che il mondo crede perduti per sempre. Ma quegli uomini sono arrivati lì per due oggetti soltanto. E adesso li stringono tra le mani. Ne manca ancora uno, poi l’alba di una nuova era sorgerà sul mondo. 
In un piccolo paese dell’Abruzzo, un giovane sacerdote si alza dal letto. Il dolore è lancinante. La fasciatura intorno ai polsi è intrisa di sangue. Con cautela, il prete scioglie le bende. Le sue suppliche non sono state esaudite, le piaghe sono ancora aperte. Il sacerdote chiude gli occhi e inizia a pregare. Prega che gli sia risparmiata quella sofferenza. Che gli sia data la forza di superare quella prova. E che nessuno venga mai a conoscenza del suo segreto.
Una ricerca iniziata quasi 2000 anni fa e giunta solo oggi a compimento. Un’ossessione sopravvissuta alla guerra che segnerà il destino di tutti noi. Una storia la cui parola «fine» sarà scritta col sangue…
Questo romanzo è un invito. Un invito a vivere un’avventura appassionante, ricca di mistero e svolte inaspettate. Ma anche un invito a esplorare l’indistinta linea di confine che separa Storia, religione e scienza, un territorio ambiguo e affascinante che Glenn Cooper ci ha fatto conoscere – e amare – fin dai tempi del suo fortunatissimo esordio narrativo, La Biblioteca dei Morti.


RECENSIONE
Prima di cominciare la recensione vera e propria de Il segno della croce di Glenn Cooper, devo fare una premessa: alla fine farò sicuramente un piccolo paragone con i suoi romanzi precedenti. So che bisognerebbe prendere i libri singolarmente, ma, secondo me, se un autore inizia a scrivere più di un romanzo il confronto con gli altri è inevitabile. Detto ciò, cominciamo.
La storia narrata ne Il segno della croce è molto intrigante e coinvolgente. Ciò che mi ha colpito è il fatto che 400 pagine siano scorse in un batter d'occhio, senza che me ne accorgessi. Inoltre, due caratteristiche che amo di questo autore sono innanzitutto il fatto che riesca a saltare da un periodo a un altro con una facilità incredibile e senza confondere il lettore, e poi la sua capacità di interrompere la narrazione nel momento perfetto, in modo tale da mantenere viva l'attenzione di chi ha in mano il libro: non sapete quante volte ho detto "Solo un altro capitolo e poi vado a letto"... Povera illusa!
L'ultimo romanzo di Glenn Cooper è un thriller che unisce religione e fisica, nazismo e cristianesimo; le parti in cui si utilizza l'entanglement quantistico (non chiedetemi cos'è, perché anche dopo 400 pagine è probabile che io non sappia spiegarvelo) per motivare determinati fenomeni mi sono sembrate un po' troppo forzate, ma alla fine la particolarità del libro sta anche in questa miscela di fede e scienza.
Ho apprezzato il fatto che in alcune pagine siano citate in nota le fonti e i documenti storici da cui l'autore ha preso alcuni passaggi, ma devo ammettere che in alcuni punti i fatti mi sono sembrati un po' troppo esagerati, come se lo scrittore volesse fare una sorta di iperbole di quello che potrebbe accadere se qualcuno dovesse ritrovare le stesse reliquie che vengono scoperte ne Il segno della croce. Inoltre, mi aspettavo un finale leggermente diverso. Non che non mi sia piaciuto - anzi, i colpi di scena mi hanno tenuta attaccata alle pagine -, però lo avevo immaginato più aperto, come nelle altre storie di questo scrittore. Non posso dire altro, altrimenti farei qualche spoiler.
In conclusione, il ritrovamento delle reliquie e il fattore spirituale presenti in tutto il romanzo sono molto interessanti e perfetti per un libro di Glenn Cooper - essi, infatti, sono ripresi anche ne Il marchio del diavolo e ne Il calice della vita -, ma devo dire che questo thriller non mi ha affascinato tanto quanto La biblioteca dei morti o il già citato Il marchio del diavolo.


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