Teutoburgo - Valerio Massimo Manfredi

febbraio 21, 2017

Buongiorno, bookscatchers!
Volevo leggere il romanzo di cui vi sto per parlare dal momento in cui era uscito nelle librerie e, finalmente, dopo due mesi di attesa, sono riuscita ad averlo tra le mie mani. Di cosa sto parlando? Di Teutoburgo di Valerio Massimo Manfredi, ovviamente.





TITOLO: TEUTOBURGO
AUTORE: Valerio Massimo Manfredi
CASA EDITRICE: Mondadori
PAGINE: 360
PREZZO DI COPERTINA: 20,00 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
È un giorno di sole quando Armin chiama suo fratello Wulf, per mostrargli un prodigio: la costruzione della "strada che non si ferma mai". Una meraviglia che li lascia senza fiato, il miracolo tecnico dei nemici romani, capaci di creare dal nulla una strada che attraversa foreste, fiumi, paludi e non devia nemmeno davanti alle montagne. Improvvisamente i due sentono dei rumori: è una pattuglia romana. Armin e Wulf sono catturati dai soldati. Nel loro destino però non c'è la morte, né la schiavitù. Perché Armin e Wulf sono figli di re. Sigmer, il loro padre, è un guerriero terribile e fiero, principe germanico rispettato e amato dalla sua tribù. La sua sola debolezza era l'amicizia segreta con Druso, il grande nemico, il generale romano precocemente scomparso che Sigmer, di nascosto, ha imparato a conoscere e ad ammirare. I due giovani devono abbandonare la terra natale e il padre per essere condotti a Roma. Sono principi, per quanto barbari. Saranno educati secondo i costumi dell'Impero fino a diventare comandanti degli ausiliari germanici delle legioni di Augusto. Sotto gli occhi dell'inflessibile centurione Tauro, impareranno una nuova lingua, adotteranno nuove abitudini, un modo diverso di pensare. E come possono Armin e Wulf, cresciuti nei boschi, non farsi incantare dai prodigi di Roma? I due ragazzi diverranno Arminius e Flavus, cittadini romani. Ma il richiamo del sangue è davvero spento in loro? La fedeltà agli avi può portare alla decisione di tradire la terra che li ha adottati?



RECENSIONE
Quella di Teutoburgo sarà una recensione molto breve, perché c'è solo una parola per descrivere questo romanzo: wowForse sono di parte, perché Valerio Massimo Manfredi è uno dei miei autori preferiti, ma vi assicuro che, se siete amanti del genere storico, di certo non rimarrete delusi da questo romanzo.
Un avvertimento: non lasciatevi sviare dal titolo del libro. Certo, la battaglia di Teutoburgo è il punto chiave della storia, ma ciò di cui parla il libro di Manfredi è molto di più e le storie che si intrecciano in esso sono molteplici.
Innanzitutto, va detto che il libro è diviso in tre parti, che scandiscono non solo le vicende, ma anche il rapporto sia tra i due fratelli, Armin e Wulf, sia tra loro e la romanità. Anche se devo ammettere di aver trovato la seconda parte più lenta delle altre due, penso che ognuna di esse sia assolutamente perfetta nel suo piccolo.
Teutoburgo è un romanzo che parla di amicizia, fratellanza, onore, inganni, intrighi di corte, tradimenti, amore per le persone a cui si tiene e per la propria terra. 
La vicenda che accomuna i due protagonisti della storia è stata studiata dallo scrittore in ogni minimo dettaglio e, ovviamente, trattandosi di Manfredi, proviene dalla tradizione storica latina e da autori della portata di Tacito, Dione Cassio e Velleio Patercolo.
I personaggi sono perfettamente analizzati. Non solo, infatti, conosciamo i pensieri di Armin e Wulf (o, forse, sarebbe meglio chiamarlo Flavus), ma grazie al narratore onnisciente riusciamo anche a sapere tutte le motivazioni che spingono un determinato personaggio ad agire in un certo modo, che sia il padre dei due ragazzi, Sigmer, oppure Augusto, Tiberio, Germanico o Tauro.
In conclusione, come in ogni altro suo libro, Valerio Massimo Manfredi è riuscito a portarmi indietro nel tempo, a farmi credere - pagina dopo pagina - di trovarmi davvero nella Roma di Augusto o in quella Germania tormentata da una guerra continua.


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