Eccomi - Jonathan Safran Foer

maggio 03, 2017

Buongiorno, bookscatchers!
Era da un po' che dovevo mettere online la recensione di Eccomi, ultimo e acclamatissimo libro di Jonathan Safran Foer; quindi, eccola qui! Voi avete letto questo romanzo? Come vi è sembrato?




TITOLO: ECCOMI
AUTORE: Jonathan Safran Foer
CASA EDITRICE: Guanda
COLLANA: Narratori della Fenice
PAGINE: 666
PREZZO DI COPERTINA: 22,00 €
EBOOK: 11,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Ambientata a Washington durante quattro, convulse settimane, "Eccomi" è la storia di una famiglia in crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli sono costretti a confrontarsi con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele alcuni parenti in visita. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni adolescenziali e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane: tutto per Jacob e Julia rimane come sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che portano all'invasione dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario inatteso, tutti sono costretti a confrontarsi con scelte a cui non erano preparati, e a interrogarsi sul significato della parola casa.


RECENSIONE
Faccio fatica a considerare questo romanzo come libro dell’anno 2016, vincitore della Classifica di Qualità de “la Lettura”, il supplemento letterario della domenica del “Corriere della Sera”. Secondo una giuria di 290 votanti, composta da redattori e collaboratori di tale supplemento, Eccomi, ultimo impegno letterario di Jonathan Safran Foer è risultato di gran lunga il più votato tra i 470 titoli in lizza.
È sicuramente un buon libro – ci mancherebbe altro –, «un’opera-mondo che, attraverso le vicende di una famiglia, racconta le fragilità dell’età contemporanea» (come “la Lettura” lo ha definito), che offre moltissimi spunti di riflessione sulle nevrosi della nostra società e sulle difficoltà di comunicare in modo vero e sincero. Ma, secondo me, ben altro spessore deve avere un’opera per essere qualificata come capolavoro. Come dice Gianni Riotta ne “La Stampa”, quello di Safran Foer «è un ritorno forte, che mescola tradizione e sperimentazione». Però, a pagine di alta letteratura (là dove la tradizione prevale) si alternano pagine assolutamente illeggibili. E non sono poche, purtroppo, soprattutto nella prima parte del romanzo: sterminati elenchi di cose e prodotti, che sembrano scritti solo per occupare più righe e allungare inutilmente la narrazione; metafore inguardabili e incomprensibili che paiono inserite solo per portare l’attenzione del lettore sulle capacità linguistiche e narrative di Safran Foer; iperbolici eccessi verbali, specchio di una inappropriata vanità culturale.
La verbosità pedante ed eccesiva della prima sezione del romanzo viene poi sicuramente riscattata da una seconda parte più lineare e interessante, nella quale – una volta minimizzate le sovrastrutture linguistiche – le indubbie qualità dello scrittore americano riescono finalmente a emergere in tutta la loro forza. Riesce ad essere, alla fine, commovente e profondo, aprendo squarci illuminanti sui temi più cari all’autore: i legami famigliari, le tragedie della Storia, l’identità ebraica.


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2 commenti

  1. Sto leggendo, a fatica, le prime 200 pagine del libro che non mi sembra affatto un capolavoro! Il tentativo di ironizzare su abitudini culturali ebraiche (che solo Woody Allen a mio avviso riesce a fare) non strappa sorrisi ,ma noia .I personaggi non mi sembrano particolarmente interessanti seppure resi eccessivi nelle loro bizzarrie.
    Andrò avanti e vedrò il resto

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    Risposte
    1. Sono d'accordissimo con te.
      Poi, quando e se lo finirai, fammi sapere!

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