Absence. Il gioco dei quattro - Chiara Panzuti

luglio 07, 2017


Buongiorno, lettori!
Finalmente dopo tantissimo tempo rieccomi qui sul blog.
Purtroppo in questo periodo sono sommersa dai libri universitari e, quindi, non rimane molto spazio ai miei. Nonostante questo, però, anche se con una lentezza inimmaginabile, sono riuscita a finire di leggere Absence di Chiara Panzuti, un libro che non dovete assolutamente lasciarvi scappare!
Parliamone un po' insieme.





TITOLO: ABSENCE. IL GIOCO DEI QUATTRO
AUTRICE: Chiara Panzuti
CASA EDITRICE: Fazi Editore
COLLANA: Lain YA
PAGINE: 335
PREZZO DI COPERTINA: 15,00 €
EBOOK: 6,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l'ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all'altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all'improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c'è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l'unico indizio che conta è nascosto all'interno di un biglietto: 0°13'07''S78°30'35''W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel - come lei scomparsi dal mondo - la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.


RECENSIONE
Ho terminato di leggere Absence solo poche ore fa e, giunta alla fine, sono super sicura nel dirvi: Leggetelo!
Questo romanzo mi ha catturata dalla prima all'ultima parola e la profondità con cui viene trattato il tema principale di Absence, l'invisibilità, è disarmante.
Lo stile di Chiara Panzuti è talmente bello, poetico e spontaneo che le sue parole arrivano dritte al cuore del lettore. Il modo in cui l'autrice parla dell'invisibilità e dell'altro grande tema di Absence, quello dell'identità, è in grado di destabilizzare chiunque legga questo romanzo, come una doccia fredda.
Nessuno riesce a vedere Faith, Jared, Christabel e Scott, ora che sono invisibili, e nessuno riesce a ricordarli. Ma questi quattro ragazzi, prima, erano davvero visti dal resto del mondo?
Chiara Panzuti riesce a portare la discussione nella nostra quotidianità e nelle scelte che facciamo tutti i giorni decidendo di affidarci solo ed esclusivamente alla tecnologia. Anche noi siamo come Faith, Jared, Christabel e Scott: invisibili agli occhi della società. E non solo. Siamo anche coloro che non riescono a vedere, perché sempre attaccati a cellulari o a macchine fotografiche, e che non riescono più a cogliere la bellezza del mondo.
La storia narrata in Absence non è ricca di azione, ma in essa sono racchiuse tantissime emozioni, che non vengono vissute solo dai protagonisti, ma anche dallo stesso lettore.
Ho amato i quattro protagonisti di Absence dall'inizio alla fine e ho apprezzato anche il modo in cui ognuno di loro riesca a inserirsi perfettamente nel gruppo e a crescere pagina dopo pagina. L'ottimismo di Scott, contrapposto al pessimismo cosmico di Christabel, è ciò che mi ha fatto sorridere di più (brava, Chiara, per parlare di temi del genere è assolutamente necessaria la spigliatezza e la serenità di Scott!), ma ho amato anche il rapporto - repentino ma spontaneo - che si instaura tra Faith e Jared.
Nonostante questi quattro ragazzi abbiano caratteri molto diversi, riescono comunque a ritrovarsi sempre, a stringere un rapporto di amicizia vero e naturale, a vedersi davvero.


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