[Don't judge a book by its movie] La Trilogia delle Gemme

marzo 30, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, bookscatchers!
Finalmente è uscito anche l'ultimo film tratto da La Trilogia delle Gemme (composta da Red, Blue e Green), scritta dall'autrice tedesca Kerstin Gier. Che ne dite, quindi, di un bel Don't judge a book by its movie che comprenda tutti e tre i film?
Attenzione, ci saranno degli spoiler.

TITOLI: RUBY RED; RUBY RED II - IL SEGRETO DI ZAFFIRO; RUBY RED III - VERDE SMERALDO
TITOLI ORIGINALI: RUBINROT; SAPHIRBLAU; SMARAGDGRÜN
REGISTI: Felix Fuchssteiner (primo); Felix Fuchssteiner e Katharina Schöde (secondo e terzo)
ANNI: 2013; 2014; 2016
DURATA: 122 minuti; 116 minuti; 112 minuti
RECENSIONI:
Libro #1: Red
Libro #2; Blue
Libro #3: Green

Avevo visto i primi due film de La Trilogia delle Gemme esattamente nel momento in cui avevo terminato i due romanzi da cui sono stati tratti e davvero non vedevo l'ora che anche Ruby Red III - Verde Smeraldo uscisse per guardarlo e concludere, così, la trilogia.
Devo dire che se i primi due film avevano qualcosa - che si poteva sorvolare - che non andava, il terzo film non c'entra proprio una mazza con il libro: a ogni scena, praticamente, mi trovavo con la bocca spalancata a dire "Ma... WTF? Nel libro non è così!". Cercherò di non dilungarmi troppo - perché le cose da dire sarebbero davvero tante - e di non perdermi in chiacchiere.
Ma andiamo con ordine.
I primi due film sono abbastanza fedeli ai libri, gli avvenimenti chiave ci sono e i caratteri dei personaggi sono identici a quelli dei romanzi e le loro psicologie sono ben indagate. Mentre guardavo i film pensavo "Ma quanto sono odiosi Charlotte e Mr Withman?". In alcuni momenti avrei voluto entrare nello schermo del computer per picchiarli. Poi, quando è sbucato fuori Gideon con quel suo fare irritante da so-tutto-io il mio primo pensiero è stato: sei assolutamente perfetto.
Anche il modo in cui si evolve il rapporto tra Gwen e Gideon mi è piaciuto, perché, secondo me, rispecchia fedelmente ciò che l'autrice ha scritto nella sua saga (comprese le parti sdolcinate o quelle in cui mi veniva voglia di scrollare Gwen e di urlarle "Ripigliati!").
Ho amato il modo in cui hanno reso l'interno del Cronografo e a parte ciò che hanno cambiato o tagliato - perché è scomparsa la sorella di Gwen e perché Robert è magicamente diventato il fratello di Lucas Montrose? - c'è solo una nota negativa in Ruby Red e Ruby Red II - Il segreto di Zaffiro: ci sono troppi spoiler, di Blue nel primo film e di Green nel secondo! Se ne avessero messi di meno, probabilmente avrebbero avuto ancora qualcosa da rivelare nel terzo film e non avrebbero dovuto stravolgere quasi completamente la storia per renderla più intrigante.
Il 90% del terzo film, infatti, è completamente diverso da Green! Davvero, non capisco come la Gier abbia potuto dare il suo consenso per la trama.
Certo, messo così è davvero intrigante e coinvolgente; i suoi rapimenti, le fughe, i cambiamenti di carattere di alcuni personaggi riescono a catturare l'attenzione del lettore e, secondo me, a far amare il film, ma se si prova a fare un paragone con il terzo libro della saga - come sto facendo io ora - si noterà che è tutto sbagliato: dal rapimento di Gideon, all'addestramento di Gwen da parte di Paul, passando per la dolce e tenera Charlotte. Ma da quando Charlotte è buona e aiuta Gwendolyn? Perché ha dovuto prendere il posto di Leslie? O meglio, dove cavolo è finita Leslie per tutta la durata del film?
Molte cose sono state eliminate, come l'aiuto che Gwen riceve da suo nonno Lucas oppure tutta la storia dell'Alleanza Fiorentina. Insomma, va bene non tenere tutto identico... ma cosa aveva in mente Katharina Schöde quando ha scritto la sceneggiatura?
Dopo questo sfogo, passiamo ai personaggi.


Il cast e i personaggi principali

Gwendolyn Shepherd, interpretata da Maria Ehrich, è una ragazza abbastanza insicura, che scopre per la prima volta l'amore e che si sente destabilizzata sia per quello che prova, sia per ciò che scopre su se stessa: può viaggiare nel tempo.
Nonostante in alcuni momenti Gwen non sia esattamente come viene descritta nel libro, mi è particolarmente piaciuto il modo in cui il carattere della ragazza - soprattutto la sua combattività - emerge nei film.

VOTO: 8/10


Anche Gideon de Villiers, come Gwendolyn, può andare in qualsiasi epoca e discende dalla linea maschile dei viaggiatori nel tempo.
Interpretato da Jannis Niewöhner, è testardo, pieno di sé, irritante; dopo aver conosciuto Gwen, riesce a mettere da parte il suo ego e a mostrare un lato di se stesso che non conosce nemmeno lui.

VOTO: 9/10
(Anche se, nel primo film, con i capelli lunghi non si poteva guardare)



Il Conte di Saint Germain è il quinto viaggiatore nel tempo ed è il fondatore dei Guardiani. Egli è l'unico a sapere che cosa succederà quando il Cronografo avrà il sangue di tutti e dodici i viaggiatori nel tempo.
Nei film è interpretato da Peter Simonischeck, il quale rende perfettamente il carattere subdolo e terrificante del personaggio.

VOTO: 8/10




Charlotte Montrose è la cugina di Gwen e fin da quando era piccola è stata "addestrata" per diventare una viaggiatrice del tempo, dato che tutti erano certi che sarebbe stata lei l'ultima discendente della stirpe femminile.
Charlotte è una ragazza invidiosa, gelosa, vorrebbe essere sempre al centro dell'attenzione e utilizza il suo fascino per ottenere ciò che vuole o per far ingelosire sua cugina.
Nonostante la performance di Laura Berlin mi sia piaciuta, nell'ultimo film il carattere della ragazza viene stravolto troppo radicalmente.

VOTO: 6/10 (anche se: OMG, quei capelli!)
Leslie Hay è la migliore amica di Gwen e - nonostante nell'ultimo film non sia così - nei libri dà un grosso aiuto e un grande supporto alla viaggiatrice.
Nella mia immaginazione era molto diversa rispetto all'attrice tedesca, ma sono davvero contenta che abbiano scelto Jennifer Lotsi per interpretare Leslie, perché penso che sia perfetta.

VOTO: 7/10




Lucy Montrose e Paul de Villiers sono due viaggiatori nel tempo che, innamoratisi, sono fuggiti nel passato rubando il Cronografo e cercando di imperire al Conte di Saint Germain di avere il sangue di tutti e dodici i viaggiatori.
Sono ritenuti da tutti i Guardiani dei traditori, ma ai fini della storia saranno due personaggi chiave, perché (SPOILER) verrà rivelato che sono i genitori naturali di Gwendolyn e la aiuteranno a capire molte cose sul Conte.
Non mi è piaciuto molto il fatto che nel terzo film Lucy sia messa da parte e che Paul addestri Gwen a combattere, perché - come ho già detto prima - non c'entra assolutamente nulla con la storia raccontata dalla Gier, ma ritengo che i caratteri dei personaggi e le motivazioni delle loro azioni siano state rese perfettamente nei film.
Complimenti a Josefine Preuß e a Florian Bartholomäi per averli interpretati così bene.

VOTO (per entrambi): 9/10






In conclusione, come ormai avrete ben capito, secondo me i libri possono essere giudicati solo in base ai primi due film.

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www Wednesday: 29 marzo 2017

marzo 29, 2017 Laura Franchin 4 Comments

Buon pomeriggio!
Ho notato che questa rubrica vi interessa parecchio e ne sono super felice. Ecco a voi, quindi, un'altra puntata del www Wednesday. Come sempre, se volete farmi sapere le vostre letture, lasciatemi un commento!

What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)



Pochi giorni fa ho terminato Outlander. L'amuleto d'ambra,
il secondo capitolo della famosa saga che porta la firma di Diana Gabaldon.
Se volete sapere la mia opinione, trovate la recensione qui.


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo in questo momento?)

Oltre a Outlander. Il ritorno, al momento sto leggendo Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo.
La maledizione del Titano, terzo capitolo della saga scritta da Rick Riordan.
Come per i libri precedenti, anche questo romanzo è molto scorrevole, quindi
spero di darvi la mia opinione al più presto. Nel frattempo, se vi siete persi la comparazione
dei primi due libri ai film che sono stati tratti da essi, vi lascio alla fine del post i link.


What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Ieri è finalmente uscito in tutte le librerie Passenger
di Alexandra Bracken, edito dalla Sperling & Kupfer.
Non vedo davvero l'ora di leggere questo gioiellino.
Spero che non deluda le mie aspettative!


Percy Jackson:
Don't judge a book by its movie #2: Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo. Il mare dei mostri

4 commenti:

Outlander. L'amuleto d'ambra (#2) - Diana Gabaldon

marzo 27, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, lettori!
Una nuova settimana è iniziata e insieme a essa arriva qui sul blog anche una bella recensione. Dopo aver parlato, poche settimane fa, del capitolo zero della saga di Outlander, oggi ecco a voi la mia opinione sul secondo volume della serie: L'amuleto d'ambra.

TITOLO: OUTLANDER. L'AMULETO D'AMBRA
AUTRICE: Diana Gabaldon
CASA EDITRICE: Corbaccio
PAGINE: 504
PREZZO DI COPERTINA: 18,60 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Scozia, 1945. Claire Randall, infermiera militare, attraversa un antico cerchio di pietre e si trova proiettata indietro nel tempo, nell'anno del Signore 1743, in un mondo radicalmente diverso. Stati Uniti, 1968: per vent'anni Claire ha mantenuto il suo segreto ma ora, divenuta vedova, torna con la figlia a Craigh na Dun, in Scozia. In quel luogo fatato svelerà il mistero della sua vita e racconterà a Brianna, una splendida ragazza dai capelli rossi, la magia di quel cerchio di pietre, un amore che trascende i confini del tempo e la storia di James Fraser, un guerriero scozzese che l'aveva conquistata al punto da farle abbandonare la propria epoca e mettere in gioco la propria identità. Ed è proprio nel tentativo di ritrovare Jamie che Claire si ritufferà nelle vertigini di un passato che l'aveva portata fino alla corte di Versailles per provare a cambiare il corso della Storia. Ma la strada è lunga, e piena di sorprese e imprevisti.


RECENSIONE
Ho letto Outlander. La straniera qualche mese fa e mi sono totalmente innamorata dei suoi personaggi, dei luoghi, delle descrizioni, del ritmo incalzante, dei colpi di scena, dell'aura di magia che avvolge tutta la vicenda di Claire.
Ne L'amuleto d'ambra (titolo che - a parer mio - tradotto in questo modo perde tutto il significato che aveva in inglese e che si comprende da una particolare frase del romanzo) mi sono particolarmente mancati la Scozia e i suoi abitanti. Certo, anche Parigi, la campagna francese e la nobiltà vengono ben descritti, ma non c'è un luogo che mi ha lasciata senza fiato o un personaggio in particolare che mi ha colpito. Forse, l'unico che è riuscito a incuriosirmi è Mastro Raymond, ma egli ha praticamente lo stesso ruolo che Geillis ricopre nel primo libro, quindi il suo personaggio mi è sembrata una sorta di ricalcatura.
Nonostante questo, però, il secondo volume della saga non solo è riuscito a farmi ridere in alcuni passaggi, ma anche a farmi piangere: ho provato dolore insieme a Claire e Jamie per la loro perdita (non spoilero altro, per chi non avesse ancora letto il libro o visto la serie tv) e mi sono commossa per alcune parole dette dallo stesso Jamie (che uomo!).
In conclusione, L'amuleto d'ambra è un bel racconto - mi è particolarmente piaciuta la prima parte del romanzo, quella che si svolge nel 1968 - e lascia in sospeso parecchie questioni, ma in molti punti non sono riuscita a ritrovare il ritmo frenetico de La straniera. Inoltre, nel corso del romanzo, sono presenti scene molto forti, raccontate da personaggi come Monsieur Forez o Fergus, che forse avrei evitato per non appesantire la narrazione.

Recensioni:
Don't judje a book my its movie: Outlander - Stagione 1

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[Hey, what's up?] Un accordo maggiore in sottofondo - Ugo Cirilli

marzo 21, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, lettori!
Ultimamente mi hanno contattato parecchi autori emergenti per chiedermi di segnalare sul blog i loro romanzi e io sono sempre felicissima di farveli conoscere. Qui di seguito trovate tutte le informazioni circa un romanzo che unisce narrativa a musica. Sto parlando di Un accordo maggiore in sottofondo di Ugo Cirilli.

TITOLO: UN ACCORDO MAGGIORE IN SOTTOFONDO
AUTORE: Ugo Cirilli
EBOOK: 2,99 €
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
"Un accordo maggiore in sottofondo" è un romanzo particolare, che tocca temi attuali e contiene un curioso esperimento tra narrativa e note.
Il protagonista e narratore è Stefano B., un giovane musicista che presenta ai lettori un diario, scritto da lui mentre cercava di riprendersi da quello che definisce "un periodo complicato" della sua vita.
Inizia così un viaggio nel passato del ragazzo: dai ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza alle fasi cruciali del suo esordio artistico. Un giorno, un video caricato online quasi per scherzo cambia per sempre la vita di Stefano: notato da una grande casa discografica, diviene oggetto di una stravagante operazione di marketing musicale, mirata a trasformarlo in un personaggio misterioso.
Tra apparizioni televisive dagli esiti imprevedibili, colpi di scena e incontri chiave, la trama affronta argomenti come il mito del successo e lo show business; tra le righe, aleggiano interrogativi profondi. Cosa significa realizzarsi davvero nella vita? I nostri sogni sono proprio i nostri sogni?
Questi dubbi spingeranno Stefano a concepire una singolare ribellione, sfuggendo ai piani che qualcun altro ha stabilito per lui.
Mentre la lettura procede, il lettore scoprirà gradualmente anche in quale luogo si trovava il protagonista quando scriveva il suo diario.
Ad aggiungere un tocco di originalità, il suddetto esperimento musicale: in due punti della narrazione Stefano renderà possibile al lettore ascoltare la sua musica più autentica, nascosta nel web. Si tratta in realtà di due tracce di musica elettronica composte dall'autore del romanzo, accessibili tramite appositi link. Ascoltarle non è comunque necessario per seguire la trama, incentrata sul rocambolesco percorso umano e artistico del protagonista. 


L'AUTORE DICE DI SE STESSO
Toscano, nato nel 1985 a Pietrasanta (LU), laureato in Psicologia Cognitiva presso l'Università degli Studi di Bologna, mi occupo di comunicazione e scrittura per il web. Collaboro con il sito web BestVersilia.com in qualità di articolista e gestore degli account social e, in passato, ho curato una rubrica di psicologia e scrittura per Scrivo.me, portale del Gruppo Mondadori. Nel romanzo "Un accordo maggiore in sottofondo" sono confluite diverse mie passioni: la psicologia, la musica (dopo un'esperienza di alcuni anni come chitarrista, continuo a scrivere canzoni e sono iscritto alla SIAE) e tante letture che mi hanno colpito e influenzato.
Blog dell'autore: Qui

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Spring TBR

marzo 20, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buon pomeriggio a tutti!
La primavera è finalmente arrivata e, quindi, è tempo di fare un post sulla mia TBR dei prossimi mesi. Ecco a voi cinque libri che ho intenzione di leggere tra aprile e giugno!


Primo libro che ho intenzione di leggere nei prossimi mesi è
Il Signore degli Anelli. La Compagnia dell'Anello, che ho iniziato ieri.
Per gustarmelo mi sono imposta di leggere un solo capitolo a sera,
quindi più o meno ci vorranno una ventina di giorni prima che io lo finisca.

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Finalmente anche io mi sono decisa a comprare
A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas e non vedo l'ora di leggerlo.
Ne ho sempre sentito parlare benissimo, quindi spero
di riuscire a dirvi la mia opinione a breve!

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Durante questi mesi ho anche intenzione di iniziare a leggere
la serie di Shadowhunters, scritta da Cassandra Claire.
Sono sempre stata molto indecisa su questa saga,
ma direi che è giunto il momento di darle una possibilità.

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Il 28 marzo uscirà in Italia Passenger
di Alexandra Bracken, edito dalla Sperling & Kupfer.
Che dire di questo romanzo? Solo che aspetto la sua
pubblicazione da una vita e che non vedo l'ora di averlo tra le mani.

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Infine, sto aspettando il 27 aprile per il seguito de La moglie del califfo.
Avevo amato il primo volume di questa dualogia,
quindi ho grandi aspettative anche da La rosa del califfo.
Renée, non mi deludere!

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www Wednesday: 15 marzo 2017

marzo 15, 2017 Laura Franchin 4 Comments


Buongiorno, lettori!
Post lampo prima di correre a prendere il treno per aggiornarvi sulle mie letture passate, presenti e future. Le vostre quali sono?

What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

Qualche giorno fa ho finito Carve the Mark. I predestinati
di Veronica Roth. Se volete sapere la mia opinione,
trovate la recensione qui.


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo in questo momento?)

Ho letto solo un centinaio di pagine di questo
secondo capitolo di Outlander, ma lo sto già amando.
Spero di potervene parlare presto!


What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

Come non leggere Il ritorno, dopo L'amuleto
d'ambra? Non vedo l'ora!

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Carve the Mark. I predestinati - Veronica Roth

marzo 13, 2017 Laura Franchin 1 Comments


Buon pomeriggio, bookscatchers!
Ieri sono andata al Parco di Monza con il mio ragazzo e, spaparanzata su un prato e con il sole a scaldarmi, sono finalmente riuscita a terminare Carve the Mark. I predestinati di Veronica Roth.

TITOLO: CARVE THE MARK. I PREDESTINATI
AUTRICE: Veronica Roth
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Chrysalide
PAGINE: 432
PREZZO DI COPERTINA: 15,90 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. 
CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi.
Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. 
Carve the Mark – I predestinati è un racconto indimenticabile sul potere, l'amicizia e l'amore in una galassia carica di doni inaspettati.


RECENSIONE
Non avevo mai letto nulla della Roth. Sono sempre stata attratta da Divergent, ma non mi sono mai decisa a leggerla a causa delle pessime recensioni che ho sentito su Four; letto Carve the Mark. I predestinati, però, credo che darò alla serie una possibilità.
Il mondo in cui veniamo catapultati quando leggiamo questo romanzo non è semplice da comprendere, perché vengono utilizzati dei termini che non sono presenti nel nostro vocabolario, perché si parla di una galassia diversa dalla nostra, perché si raccontano le vicende di popoli diversi (anche se non troppo) da noi, ma grazie alla scrittura lineare, semplice e coinvolgente dell'autrice mi sono sentita subito parte della storia. 
Mi è piaciuto molto l'espediente dei fati di coloro che sono predestinati - anche se me li immaginavo diversi, più significativi - e quello dei donicorrente, perché danno un tocco in più alla vicenda.
Carve the Mark, a parer mio, tratta temi molto importanti e nel romanzo inevitabilmente viene approfondita la tematica della schiavitù e dello sfruttamento.
Ho letto che su internet si è scatenata una polemica contro Veronica Roth, perché molte persone hanno visto in Carve the Mark un romanzo razzista. Se devo parlare sinceramente, io non ho riscontrato questo problema. Okay, viene detto che gli shotet hanno la pelle più scura e sono un popolo di guerrieri, mentre gli abitanti di Thuve hanno la pelle chiara e sono un popolo pacifico, ma non è che nel libro i due popoli vengono divisi nettamente come "chiari" buoni e "scuri" cattivi! 
Quello che spicca in Carve the Mark è un governo malato, un regno governato da un despota che, certo, molte persone seguono, ma che spesso è accondisceso solo perché la gente ha paura di lui e del dolore che potrebbe procurar loro attraverso il suo "Flagello".
Chi ha letto il libro sa benissimo che alla fine determinate persone si dimostrano per ciò che sono realmente (positivamente o negativamente) indipendentemente dal colore della loro pelle, quindi mi chiedo dove stia il problema.
Inoltre, anche il fatto che la vicenda sia vista da due punti di vista - quello di Cyra e quello di Akos -, ma che solo la ragazza parli in prima persona (infatti, nei capitoli in cui è Akos il protagonista la storia è narrata in terza persona) è significativo e, secondo me, dà modo di riflettere.
Aspettando il seguito di Carve the Mark, concludo lasciandovi una citazione di Cyra che mi è particolarmente piaciuta e che calza a pennello con ciò che ho detto poco sopra:

"Pretendi di dividere le persone tra due estremi. Buone o cattive [...]. Lo capisco. Così è più facile. Ma non è così che funziona la gente." (Cyra, p. 343)

1 commenti:

5 libri per la Festa della Donna

marzo 08, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, bookscatchers!
Perché regalare una mimosa (che appassisce) o dei cioccolatini (che finiscono) per la Festa della Donna, quando si potrebbe regalare un bel libro? Ecco, quindi, a voi cinque libri che parlano di storie forti e, soprattutto, di donne, perfetti per un'occasione come questa.

1. IO SONO MALALA di Malala Yousafzai e Christina Lamb
Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All'improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l'inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all'assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la pace. Questo libro è la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all'educazione di tutti i bambini, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.
Informazioni: Qui

2. UNA STANZA TUTTA PER SÉ di Virginia Woolf
Splendido esempio di "saggio narrativo", Una stanza tutta per sé affronta - in modo ironico e pieno di vita, di ragione e senso critico nutrito dalla forza delle emozioni - il tema della creatività femminile. In toni amari e risentiti contro i privilegi maschili, Virginia Woolf esprime una genuina indignazione per il ruolo subalterno cui era costretta la donna del suo tempo, e in particolare la donna intellettuale. Lucida analisi dell'essere scrittrice in una società le cui convenzioni riducono la donna al ruolo di madre, sorella o figlia, la Woolf va alla ricerca di un punto di equilibrio interiore, di un momento di bellezza e verità assolute, intessendo un colloquio ideale con grandi scrittori.
Informazioni: Qui



3. DONNE CHE AMANO TROPPO di Robin Norwood
Perché amare diviene "amare troppo", e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che lui cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione. "Donne che amano troppo" offre una casistica nella quale sono lucidamente individuate le ragioni per cui molte donne si innamorano dell'uomo sbagliato e spendono inutilmente le loro energie per cambiarlo. Con simpatia e competenza professionale Robin Norwood indica un possibile itinerario verso la consapevolezza di se stessi e verso l'equilibrio dei sentimenti.
Informazioni: Qui



4. IL DIRITTO DI CONTARE di Margot Lee Shetterly
Se John Glenn ha orbitato intorno alla terra e Neil Armstrong è stato il primo uomo a camminare sulla luna, parte del merito va anche alle scienziate della NASA che negli anni Quaranta elaborarono i calcoli matematici che avrebbero permesso a razzi e astronauti di partire alla conquista dello spazio. Tra loro c'era anche un gruppo di donne afroamericane di eccezionale talento, originariamente relegate a insegnare matematica nelle scuole pubbliche "per neri" del profondo Sud degli Stati Uniti. Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden furono chiamate in servizio durante la Seconda guerra mondiale a causa della carenza di personale maschile, quando l'industria aeronautica americana aveva un disperato bisogno di esperti con le giuste competenze. Tutto a un tratto a queste brillanti matematiche e fisiche si presentava l'occasione di ottenere un lavoro all'altezza della loro preparazione, una chiamata a cui risposero lasciando le proprie vite per trasferirsi a Hampton, in Virginia, ed entrare nell'affascinante mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory. E il loro contributo, benché le leggi sulla segregazione razziale imponessero loro di non mescolarsi alle colleghe bianche, si rivelò determinante per raggiungere l'obiettivo a cui l'America aspirava: battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Sullo sfondo della lotta per i diritti civili e della corsa allo spazio, "Il diritto di contare" segue la carriera di queste quattro donne per quasi trent'anni, durante i quali hanno affrontato sfide, forgiato alleanze e cambiato, insieme alle proprie esistenze, anche il futuro del loro Paese.
Informazioni: Qui

5. JANE EYRE di Charlotte Brontë
La storia romantica di una modesta e poco appariscente istitutrice che, con il suo fascino discreto e la sua forza di carattere, riesce a conquistare il tenebroso e avvenente signore di Rochester, la cui giovane figlia è affidata alle sue cure. La donna vittoriana di metà Ottocento, ridotta allo stato di femmina asessuata, trova in Jane Eyre un ideale contraltare antropologico sulla via dell'emancipazione e del suffragio universale.
Informazioni; Qui






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[Hey, what's up?] Bracbah: il ritorno dei demoni - Daniele Donisi

marzo 06, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buonasera, lettori!
La prima segnalazione del mese di marzo riguarda il primo capitolo di una saga fantasy di un autore emergente. Si tratta di Bracbah: il ritorno dei demoni di Daniele Donisi.

TITOLO: BRACBAH: IL RITORNO DEI DEMONI
AUTORE: Daniele Donisi
CASA EDITRICE: Self-publishing
PREZZO DI COPERTINA: 9,99 €
EBOOK: 0,99 € (gratis per Kindle Unlimited)
COVER E MAPPA DI: Fabio Porfidia
LINK DIRETTO PER IL DOWNLOAD: Qui
FACEBOOK: Qui

SINOSSI
Danyĕħl è un giovane ragazzo che vive con la sua famiglia in una “casa” albero gigante, nei pressi del villaggio di Lifetown nelle terre del regno di Castleshlie. Nel mondo Bracbah nessun umano è come lui, nemmeno la sua famiglia: occhi verdi, orecchie appuntite, capelli neri. Con suo padre lavora le terre del re, come un umile contadino, quando improvvisamente la sua vita cambiò. Tutto ebbe inizio durante i giorni dell’Anello di Luce, nel momento in cui incontrò una veggente e il suo spirito, i quali gli svelarono il suo destino: salvare tutte le creature di Bracbah da un nuovo ritorno dei demoni. Spinto dal suo buon cuore e dalla consapevolezza di essere il prescelto degli spiriti, Danyĕħl intraprese un lungo viaggio per salvare una vita, ma questa scelta lo porterà a scontrarsi con nuovi nemici e a seguire la sete di vendetta, tralasciando il suo destino e i suoi affetti. Nel frattempo, le città vengono assediate dai demoni e comincia una lunga la battaglia con gli uomini del re Kâħel e il leone magico Ålehx. Quando tutto ormai sembra perduto per il popolo di Castleshlie, Danyĕħl arriverà in loro aiuto compiendo, in parte, il suo destino.


L'AUTORE DICE DI SE STESSO
Mi chiamo Daniele Donisi e sono nato a Napoli nel 1982. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico Industriale Informatico, ho deciso di frequentare la facoltà di Ingegneria Informatica, ma non potendo continuare gli studi, nel 2006 ho iniziato a lavorare e proprio in questo periodo, ho deciso di iniziare a scrivere la mia saga Fantasy che da sempre avevo in mente o nel cassetto, come si usa dire. Finito il primo libro non ho voluto attendere che il termine della saga così ho scelto di pubblicare l’ebook con il self publishing di Amazon KDP. Ho scelto questa strada perché ci sono molto vantaggi per lo scrittore (abbreviazione dei tempi di pubblicazione, meno costi di produzione e aggiornamento continuo, pieni poteri decisionali sulle royalties e sul prezzo di copertina, autonomia creativa e produttiva, avere un pubblico più vasto anche di altri paesi) e per il lettore che può avere un libro a basso costo e ogni utilizzabile su ogni device.
Tornando a me e abbandonando momentaneamente la mia saga fantasy, mi considero una persona sensibile, intelligente, sempre pronta a sperimentare e conoscere. Mi considero una persona sensibile, intelligente, simpatica e sempre pronta a sperimentare e conoscere. Per quel che riguarda i miei gusti, amo i mattoncini LEGO e quando posso ne compro delle scatole per collezionarli; ascolto molto la musica, specialmente rock e pop (tra cui il Liga, U2, Linking Park, Coldplay); leggere e infine mi piace molto il cinema fantasy e di fantascienza.

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La soffiatrice di vetro - Petra Durst-Benning

marzo 04, 2017 Laura Franchin 0 Comments


Buongiorno, lettori!
La lettura di Carve the Mark procede e spero di riuscire a postarvi la recensione entro breve. Nel frattempo, ecco a voi un'altra recensione, quella di un romanzo particolare - che probabilmente molti di voi non conosceranno: La soffiatrice di vetro.
Scrivo questa recensione in collaborazione con mia sorella Francesca (♥), amante di libri e, soprattutto, di questo genere di romanzi.

TITOLO: LA SOFFIATRICE DI VETRO
AUTRICE: Petra Durst-Benning
CASA EDITRICE: BEAT
PAGINE: 397
PREZZO DI COPERTINA: 16,50 €
EBOOK: 8,99 €
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SINOSSI
A Lauscha, un piccolo villaggio tedesco immerso nei boschi della Turingia, gli abitanti si guadagnano da vivere da secoli allo stesso modo: soffiando il vetro. Una notte di settembre alla fine dell'Ottocento, però, il soffiatore Joost Steinmann muore inaspettatamente, lasciando le tre figlie - Marie, Ruth e Johanna - in ristrettezze economiche. Mentre Ruth pensa solo al bel giovane del villaggio che le fa gli occhi dolci e Johanna spera di trovare un impiego qualunque, Marie - la più piccola delle tre - ha un piano: diventare una soffiatrice di vetro, proprio come suo padre. Peccato, però, che a Lauscha la tradizione parli chiaro: solo gli uomini possono soffiare il vetro. Le donne devono occuparsi della decorazione e del confezionamento. Il buon senso vorrebbe che Marie lasciasse perdere. Invece la ragazza inizia a lavorare di nascosto, finché in paese non si diffonde la voce dell'arrivo di un nuovo misterioso soffiatore, e tutti accorrono per sapere chi si celi dietro quelle splendide e originalissime creazioni. Opera di una delle scrittrici di romanzi storici più affermate in Germania, "La soffiatrice di vetro" racconta la vicenda - ben scritta e impreziosita da un grande lavoro di documentazione - di tre sorelle costrette a lottare in un mondo chiuso alle novità e condizionato dai pregiudizi. Una storia che mostra come a volte i sogni si realizzano restando fedeli a se stessi e al proprio cuore.


RECENSIONE
volte, quando entro in libreria, non sono io a scegliere il libro, ma è il libro che sceglie me: se il titolo mi cattura allora è fatta, quel libro deve essere mio. Ed è successo proprio questo con il romanzo di Petra Durst-Benning.
Primo romanzo di una trilogia - gli altri due libri sono già stati tradotti dal tedesco all'inglese e sembra che per la fine dell'anno in Italia possa uscire almeno il secondo capitolo - La soffiatrice di vetro è un romanzo coinvolgente e scorrevole.
Esso non fa preamboli, ma catapulta immediatamente il lettore all'interno della piccola casa delle tre protagoniste nel paesino di Lauscha, in Turingia.
Quello di cui parla La soffiatrice di vetro è la storia di tre sorelle, tutte legate dallo stesso destino crudele e dalla vita che pone loro di fronte a tante prove difficili; parla di passione, per un uomo o per la propria arte; parla di emancipazione e di rivincita, perché tutte e tre le protagoniste, ognuna a modo suo, riesce a riscattarsi e a trovare la propria felicità.
I personaggi sono pochi e l'autrice non fa lunghe descrizioni per caratterizzarli, ma, nonostante questo, leggendo il romanzo, il lettore riesce a farsi un'idea precisa dei caratteri e delle attitudini diametralmente opposte di Marie, Ruth e Johanna.
Semplicemente attraverso il normale svolgimento dei fatti e della trama, l'autrice è in grado di a far capire al lettore le difficoltà che alla fine dell'Ottocento dovevano incontrare, sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni, gli abitanti di un piccolo paesino, immerso nei boschi della Turingia, il cui unico sostentamento derivava dalla produzione artigianale di vetro. Pagina dopo pagina, si riesce a immaginare come fossero organizzate le officine, le varie fasi della lavorazione del vetro, come avvenisse il trasporto e la vendita dei vari oggetti prodotti. Ciò che La soffiatrice di vetro mostra è proprio uno spaccato di vita di questi artigiani e, soprattutto, la grande differenza che c'era tra l'essere un uomo, e, quindi, avere la possibilità di poter lavorare in proprio, e l'essere, invece, una donna, sempre sottomessa ai voleri del marito o del padrone.
L'unica pecca che ho riscontrato nel romanzo è il fatto che alcuni passaggi siano dati per scontati e che, quindi, alcune situazioni non vengano descritte nel dettaglio, ma liquidate velocemente.


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