La via del male - Robert Galbraith

febbraio 10, 2018

Buon pomeriggio, lettori, e buon weekend!
Lo so, lo so, vi avevo promesso questa recensione già da tempo, ma queste sono state settimane di fuoco per noi universitari e, quindi, spero che mi possiate perdonare se non ho pubblicato tanti post. Ora che, però, la sessione è finita, rieccomi qui!
Non mi dilungo ulteriormente in introduzioni inutili e vi lascio alla recensione de La via del male, terzo capitolo della serie incentrata sull'investigatore privato Cormoran Strike. Se volete, qui sul blog trovate anche le recensioni ai primi due volumi (Il richiamo del cuculo e Il baco da seta) e la mia opinione circa la prima stagione della serie televisiva tratta dal primo romanzo (Strike - The Cukoo's Calling).





TITOLO: LA VIA DEL MALE
AUTORE: Robert Galbraith
CASA EDITRICE: Salani Editore
PAGINE: 603
PREZZO DI COPERTINA: 18,60 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo.



RECENSIONE
Aspettavo di leggere La via del male da un anno e le mie aspettative - dopo i primi due romanzi, che mi erano piaciuti tantissimo - erano davvero alte. La lettura di questo thriller si è protratta più del previsto (scusa, Linda, so che l'ho tenuto in ostaggio per troppo tempo), ma devo ammettere che in questo modo sono riuscita a gustarlo ancora di più.
La storia che ci viene presentata nel libro aveva tutte le carte in regola per essere ottima e, a differenza dei due volumi precedenti, coinvolge in prima persona Robin e Strike. Come leggiamo dalla trama, infatti, alla segretaria dell'investigatore privato viene recapitato un pacco con all'interno qualcosa di terrificante: la gamba di una ragazza. Questo, però, ovviamente non è l'unico fatto sconvolgente che accade nel romanzo di Robert Galbraith, perché - come sempre - l'autore (o, forse, sarebbe meglio dire l'autrice) è in grado di inserire in ogni singola pagina suspense, ansia, attesa e voglia di scoprire cosa stia realmente accadendo.
La modalità di svolgimento dell'indagine mi ricorda sempre (vagamente) Agatha Christie, ma la peculiarità de La via del male, secondo me, è rappresentata dalle parti in cui è il killer a narrare la storia: in esse, infatti, non solo vengono visti i fatti da un altro punto di vista, ma vengono anche approfonditi maggiormente la psicologia malata, le angosce e i motivi che spingono l'assassino ad agire in un determinato modo. (Scrivo "assassino" al maschile non per fare spoiler, ma per rimanere generica.)
Il rapporto tra i due protagonisti principali della serie, in questo romanzo, viene approfondito ancora di più, a differenza di quello tra Robin e il suo fidanzato, Matthew, che sembra invece diventare sempre più freddo. Inoltre, si vengono a scoprire ancora più informazioni sia sul passato di Strike che su quello di Robin, che mi hanno spinto ad amare ulteriormente entrambi i personaggi.
Dopo tutte questi aspetti positivi, però, ecco che arriva il tasto dolente: il finale. Essendo rimasta scioccata ed entusiasta da quelli dei romanzi precedenti, devo ammettere che mi sarei aspettata molto, molto di più dal finale de La via del male. Non posso dire troppo, perché magari c'è qualcuno che non l'ha ancora letto, ma avrei preferito che il killer psicopatico fosse qualcun altro, qualcuno di cui non si sarebbe mai sospettato.


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