#TdL18

marzo 21, 2018

Buongiorno, bookscatchers!
A poco più di una settimana dalla fine di Tempo di Libri, come promesso, eccomi qui per parlarvi della mia esperienza. Prima di cominciare il poema, però, vorrei ringraziare i miei accompagnatori, per avermi sopportato e per non avermi lasciata da sola neanche agli eventi a cui ho partecipato, e tutte le persone che hanno speso qualche minuto del loro tempo per scambiare quattro chiacchiere con me. Grazie, grazie, grazie! Senza di voi quest'esperienza sarebbe stata solo una delle tante. Voi l'avete resa unica.
Per questo motivo, è qui - nell'introduzione al post - che desidero almeno citare le amiche e blogger che hanno trascorso un po' di tempo con me. Se non siete mai andati sui loro siti, vi consiglio caldamente di farlo, perché sono bravissime e dai loro blog (o canali) traspare una grande passione.
Innanzitutto, date un'occhiata alle pagine di una ragazza dolcissima e super disponibile (e con un accento toscano splendido), Giulia di M'hanno detto di fare un blog, che finalmente - dopo tanto tempo - ho conosciuto di persona. Ho avuto anche la possibilità di rincontrare, ormai a distanza di quasi un anno, Laura di La Libridinosa e Cristina di Leggere in silenzio, che come me - o, forse, più di me - sono lettrici ossessivo-compulsive. E, infine, ho rivisto un'amica, una persona che ho conosciuto l'anno scorso a un evento della Corbaccio e con cui mi sono tenuta in contatto per un anno intero, una ragazza con un cuore d'oro che è stato bellissimo riabbracciare: Azzurra di Silenzio, sto leggendo! (mi eri mancata, honey).
Non ho foto con voi, ma sono stata davvero contentissima di avervi conosciute o riviste!




Dopo questa mega spatafiata sdolcinata, vorrei dire due parole sulla location (mi sento molto in 4 Ristoranti insieme a Borghese). Secondo me, nonostante la fiera fosse più piccola di come me la aspettassi, Milano ha fatto la scelta giusta decidendo di spostare Tempo di Libri a Fiera Milano City. Il posto era molto più accessibile per tutti: si poteva arrivare sia con la rossa che - ancora meglio, dato che si usciva proprio davanti all'entrata dei padiglioni - con la lilla. Unico accorgimento per l'anno prossimo: magari sarebbe meglio mettere qualche indicazione per chi scende a Lotto, in modo tale che le persone non si perdano lungo il tragitto, no?

Quest'anno ho deciso di non andare ad ascoltare interviste ad autori (l'unica a cui ho partecipato l'ho sentita per caso), ma di concentrarmi maggiormente su eventi più legati al mondo dell'editoria, a ciò che sta dietro la pubblicazione di un libro.
Venerdì ho partecipato a Sfide per un'editoria in movimento, con Gianluca Foglia (Feltrinelli Editore), Massimo Turchetta (Rizzoli Trade) e Riccardo Cavallero (SEM), e sabato a Il marketing manager digitale in editoria, con Davide Giansoldati. Entrambi gli incontri, promossi dalla mia università, sono stati davvero molto educativi - soprattutto il primo - e mi hanno fatto capire che la strada che ho intrapreso è quella giusta per me.
Amo questo mondo, con tutte le sue sfide, le sue difficoltà, i suoi lati positivi e negativi.
Amo l'idea di poter lavorare a contatto con persone provenienti da esperienze diverse, di mettermi in gioco e di imparare tutto ciò che saranno in grado di insegnarmi.
Amo l'idea di poter sentire quotidianamente il profumo della carta e dell'inchiostro e di poter pensare: questo è il mio lavoro.

Domenica pomeriggio, invece, sono finalmente andata ad ascoltare dal vivo una puntata di una trasmissione che amo, Fahrenheit, e a sentir parlare Marino Sinibaldi, di cui recentemente ho letto una splendida intervista (Un millimetro in là. Intervista sulla cultura). In quest'occasione, ho avuto la possibilità di assistere all'intervento di Umberto Galimberti, Vanni Santoni (che, tra le altre cose, ha parlato di Harry Potter) e di Andrea Marcolongo. Quest'ultima mi ha incuriosita talmente tanto che, alla fine della puntata, sono corsa alla Mondadori per acquistare il suo ultimo libro, La misura eroica.

Ora, però, veniamo a ciò che tutti state aspettando: che libri ho comprato a Tempo di Libri?
Sappiate che sono stata bravissima, perché ho "adottato" solo sette libri. Qui di seguito, trovate tutte le informazioni relative ai miei nuovi coinquilini. Fatemi sapere se li avete letti, se vi attirano e se avete partecipato anche voi a #TdL18!

Coraline di Neil Gaiman
Nonostante avessi già il graphic novel di questa storia, non potevo di certo interrompere la mia collezione di romanzi di Gaiman, no? In più, se si pensa che l'ho trovato a Libraccio, che è la vecchia edizione e che l'ho pagato solamente 5€, avrei forse potuto lasciarlo lì?
DescrizioneIn casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi. Ma ce n'è anche un'altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Cosa ci sarà oltre quella porta? Un giorno Coraline scopre che al di là della porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, con una donna identica a sua madre. O quasi.

Matilde di Roald Dahl
Quanti ricordi con questo libro! Lo lessi da piccola, alle elementari, e ricordo che mi piacque tantissimo. Quando, poi, uscì il film, mi innamorai anche di quello: ho sempre desiderato avere lo stesso potere della piccola Matilda per poter spostare gli oggetti a mio piacimento (e sistemare la stanza a mo' di Merlino con Hoketi Poketi). Trovato anch'esso super-scontato a Libraccio, non potevo farmelo sfuggire.
DescrizioneMatilde ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Quando perciò comincia a frequentare la prima elementare si annoia talmente che l'intelligenza deve pur uscirle da qualche parte: così le esce dagli occhi. Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Spezzindue, la quale per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli in un armadio pieno di chiodi, lo Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpionico, facendo roteare le bambine per le trecce e lanciandole lontano. L'intelligenza e la cultura - sembra dire l'autore - sono le uniche armi che un debole può usare contro l'ottusità, la prepotenza e la cattiveria.

Le avventure di Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle
Puntavo questo libro da non so quanto tempo: la BUR, ultimamente, sta pubblicando edizioni troppo belle. Beh, credo che Conan Doyle non abbia bisogno di introduzioni e che io sia giustificata per il mio acquisto: insomma, è Sherlock Holmes!
DescrizioneUna raccolta di casi in cui il celeberrimo detective, vera e propria icona del giallo, mette all'opera il suo singolare metodo di lavoro, basato sull'osservazione e sulla deduzione. 

La filosofia di Harry Potter: vivere e pensare con un classico contemporaneo di Simone Regazzoni
Immaginatevi la sottoscritta, una potterhead sfegatata, che entra nella parte dedicata a GeMS e si trova davanti questo libro. È stato amore a prima vista, come avrete potuto facilmente intuire. Ponte alle Grazie ha pubblicato questa (spero: non potrei sopportare un'altra delusione come nel caso di TCC) perla sul mondo di Harry Potter e, ovviamente, non ho assolutamente potuto lasciarla lì.
DescrizioneA vent'anni dalla sua nascita, il romanzo-mondo di Harry Potter non solo è un classico della letteratura contemporanea: è un evento di dimensioni planetarie con cui occorre misurarsi. Non solo dal punto di vista della critica letteraria o della sociologia della cultura. Ma anche da quello della filosofia. "La filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero" scriveva Hegel. Sei anni alla Scuola di Hogwarts, più uno in clandestinità nei boschi dell'Inghilterra, in compagnia di Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, sono il compito minimo cui la filosofia, oggi, non può sottrarsi. Non si tratta di usare i romanzi di J.K. Rowling per spiegare la filosofia, bensì di pensare con e attraverso una narrazione che è, letteralmente, un mondo: non un mondo di mera fiction, ma un mondo reale quanto quello in cui viviamo. "La filosofia di Harry Potter" esplora il romanzo-mondo creato dalla Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo, l'amore come forma di eterno nel tempo.

La seconda arca di Sergio Olivotti
Dopo aver letto Lo Zoablatore, allo stand di Lavieri ho acquistato La seconda arca di Sergio Olivotti. Inoltre, ho  anche avuto la possibilità di conoscere l'autore e di farmi autografare il libro. Trovate la mia recensione di questa storia geniale qui.
DescrizioneSe molto sappiamo dell’arca di Noè e delle sue strabilianti vicende, meno conosciute e alquanto misteriose sono le informazioni sulla “Seconda Arca”, quella costruita da suo cugino Bartolomeo. Questo libro vuole mettere ordine alle numerose leggende che la riguardano ed è dunque frutto di anni di studi tra reperti archeologici, documenti storici e miti che oggi sempre più paiono avere fondamento reale. Dopo “Lo Zoablatore”, Sergio Olivotti ci fa dono di un altro scabroso libro-inchiesta che scava nei segreti più nascosti della storia umana e non, soprattutto non.

La misura eroica di Andrea Marcolongo
Ed ecco qui il già citato libro di Andrea Marcolongo. La misura eroica è la mia attuale lettura e non esagero nel dirvi che io, che non sottolineerei mai un libro non universitario, vorrei prendere la mia bella matitina per evidenziare ogni singola frase. Oggi parlavo di questo libro proprio con Azzurra di Silenzio, sto leggendo! ed entrambe siamo d'accordo sul fatto che esso vada letto e gustato a pieno, e che sia importante fermarsi su alcuni passaggi per rileggerli e imprimerli nella mente.
DescrizioneGiasone è solo un ragazzo quando, inesperto del mare e della vita, insieme ai compagni Argonauti salpa con la nave Argo, la prima costruita da mano umana, verso la remota Colchide alla ricerca del leggendario vello d'oro. Per poi, vittorioso, fare ritorno con l'amata Medea nell'Ellade, fra le paure, le tentazioni e le insidie proprie di ogni lunga navigazione in mare aperto. Quella narrata da Apollonio Rodio nelle Argonautiche, e magnificamente ripresa da Andrea Marcolongo in queste pagine, è la storia universale e sempre attuale del delicato passaggio all'età adulta di un ragazzo e una ragazza, che trovano la «misura eroica» attraverso il viaggio e l'amore. Ed è il racconto della difficile arte di partire, abbandonando la terraferma e varcando quel confine che siamo chiamati a superare ogni volta che qualcosa di potente ci accade e ci cambia per sempre. Per diventare grandi, non importa quanti anni si abbiano. Poiché, però, prendere il mare significa esporsi al pericolo di naufragare, ai versi del capolavoro della poesia ellenistica l'autrice affianca, in una sorta di controcanto, la prosa disadorna ma pregnante di How to Abandon Ship. [...] Andrea Marcolongo torna a scrivere per raccontare il suo personale viaggio verso quella agognata Itaca che è per tutti l'età adulta. Forse l'unico modo, sicuramente il più sincero, per rispondere alle domande dei suoi tanti lettori. [...] La misura eroica ci ricorda quello che ogni viaggiatore dovrebbe sapere. Qualunque meta non è mai il punto di arrivo, ma è innanzitutto il punto di svolta: il senso di qualunque scelta, di qualunque viaggio, non è il dove si arriva, ma il perché si parte.


Storia drammatica d'Inghilterra di Thomas B. Costain
Ultimo, ma non meno importante, a Tempo di Libri ho comprato Storia drammatica d'Inghilterra di Thomas B. Costain (con la prefazione di una mia cara amica). Non so se vi ho mai detto quanto io ami la storia inglese - soprattutto il periodo che va dalla Guerra delle Due Rose all'unificazione di Scozia e Inghilterra sotto Giacomo I - e la drammaturgia legata a questa nazione (primo tra tutti Shakespeare, amore mio). Come potevo lasciarmi sfuggire questo gioiellino?
DescrizioneCostain trascina i suoi lettori in un mondo lontano fatto di re e regine, di traditori e cavalieri, di cortigiane e presunte fattucchiere. Racconta le origini della dinastia dei Plantageneti senza mai tralasciare il lato umano dei suoi protagonisti, né mettere da parte la verità documentata. L'opera, così, svecchia efficacemente il modo contemporaneo di insegnare la Storia. E qui è proprio il caso di dirlo: ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente volontario.

You Might Also Like

2 commenti

  1. È stato davvero un piacere incontrarci di nuovo dopo Dorn di anno scorso! Speriamo presto in altre belle occasioni ;)

    RispondiElimina
  2. Ecco che io mi commuovo... grazie cucciola <3

    RispondiElimina